Una nuova idea

di Meri Lolini
Il mese scorso a Bologna quattro ragazzi trentenni hanno organizzato il “movimento delle sardine” e si chiamano Mattia Santori, Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera raccontano come è nato questo movimento.

La grande amicizia che li lega è stata la trama dove è stata tessuta questa idea.

Da subito si è materializzata.

Meri Lolini

Sardine come simbolo di piccoli pesci che si spostano in branco, quasi a proteggersi ed a farsi forza. Come si vede in questi giorni nelle piazze i branchi sono sempre più fitti e numerosi e questo riscontro è la forza di questi ragazzi.

La canzone che condividono è cara a tutti gli antifascisti ed i partigiani che hanno contribuito alla democrazia di questa nostra Italia forte della Costituzione.

Il marchio di questo movimento è stato registrato da Mattia Santori affinchè non venga utilizzato per usi impropri.

La popolazione delle sardine non si identifica in gruppi o partiti politici ed ha due grandi pilastri che sono l’antifascismo e contrari ad ogni forma di razzismo.

Hanno subito sostenuto “le sardine” i Professori Romano Prodi e Mario Monti ed il Cardinale Parolin Segretario di Stato Vaticano.

Così 15 dicembre dalla piazza di Roma il “capo sardina “ e fondatore  Mattia Santori, cantando la canzone “Bella ciao!”  ha elencato i punti programmatici del movimento:
1. Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare.
2. Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali.
3. Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network.
4. Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti.
5. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica.
6. Chiediamo che il decreto sicurezza venga abrogato.
Tutte le grandi conquiste democratiche sono state caratterizzate dalla partecipazione pubblica sia con correnti di pensiero che con manifestazioni che hanno la funzione di garantire diritti importanti ai cittadini.

In questo periodo dove i giovani hanno difficoltà grandi ad avere un lavoro che garantisca loro l’autonomia è importante che venga posta l’attenzione alle condizioni necessarie sia per la crescita che per lo sviluppo della società.

Risale al 20 maggio del 1970 la legge 300, nota come lo Statuto dei lavoratori.

Questo strumento importante fu realizzato grazie alle lotte sindacali di tutte le sigle, tanto da essere chiamata “la triplice alleanza” tra CGIL , CISL e UIL.

L’Italia negli anni ’60 usciva dal periodo del lavoro agricolo e si avviava nel lavoro industriale nelle fabbriche. Fu questa grande condivisione del bisogno che il rapporto di lavoro fosse tutelato in tutti i suoi aspetti che portò alla promulgazione di questa legge.

Non si poteva disattendere il primo articolo della Costituzione.

Ritorniamo ad oggi.

Questo movimento deve essere accolto come una voglia di uscire da questo tunnel buio per i nostri ragazzi , che sono alla ricerca di punti solidi sui quali poter basare le proprie scelte di vita.

Sono tante le persone che si ritrovano in questa scossa di pensiero ed ora starà ai nostri politici accogliere e ragionare su questi punti, affinchè questa forza non venga tradita e persa.

La nostra democrazia deve essere mantenuta e ben sorretta dai cittadini che vogliono impegnarsi nell’evoluzione della nostra società.

Per questo è necessario che la politica veda e valuti questa voglia di cambiamento per lo sviluppo con il lavoro e il sostenimento di questa economia che spesso è a rischio.