Un mondo da scoprire: I concorsi letterali

5 Luglio 2017

di Isabella Grassi

I concorsi letterali: racconti e poesia. Un mondo da scoprire e riscoprire.

Ho avuto modo di seguire negli ultimi due anni alcuni concorsi letterari di vario genere.

Di alcuni ne ho conosciuto personalmente gli organizzatori, di altri ho visto la partecipazione di persone a me care, di altri infine ho seguito l’evoluzione.

Recentemente ho intervistato uno scrittore: Giovanni Bertani su questo mondo, da lui ritenuto, a torto o a ragione molto dispersivo, forse più finalizzato a far vendere agli autori vincitori ed alla loro cerchia di amici e conoscenti che non per promuovere qualità.

Con lui ragionando ho avuto quindi modo di riflettere sulla situazione del mondo letterario italiano e sul fatto che la gente legge poco, troppo poco.

Sempre con lui ho avuto  modo di ragionare sulla mancanza di un canale espressamente dedicato ai racconti che abbia una tiratura a livello nazionale.

Sempre nel mio girovagare ho infatti potuto conoscere e frequentare diverse realtà editoriali, dalle piccole CE alle riviste, agli aspiranti autori, ai librai.

Ho così potuto tristemente verificare come ci siano settori dell’editoria poco se non per nulla sviluppati.

Uno di questi è quello costituito dai racconti, genere letterario ormai misconosciuto.

“Molti grandi autori sia italiani (cito ad esempio Collodi, ma anche Pirandello) che stranieri (uno fra tutti Ernest Hemingway), pubblicavano i propri scritti su riviste o giornali sia romanzi a puntate che veri e propri racconti. Questo canale oggi manca completamente”, per usare le parole di Giovanni Bertani.

Inspiegabilmente però è il settore dove maggiormente prolificano i concorsi letterari, in simbiosi con quelli poetici, altro campo misconosciuto e comunque notoriamente in perdita dell’editoria italiana.

Chiudevo quell’intervista con una amara riflessione, sul fatto che ci sia molto lavoro da fare, molto da imparare, ma soprattutto servono lettori, serve amore per la cultura.

Solo condividendo cultura e coltivando lettori infatti si può trovare il punto di svolta.

I concorsi letterari oggi sono per lo più uno stimolo per gli autori, per confrontarsi con altri, per migliorarsi, ma occorre raggiungere il pubblico se si vuole veramente raggiungere l’obiettivo.

Allora i racconti possono essere il veicolo giusto, possono aiutare, possono farci progredire.

Nella vita moderna abbiamo poco tempo, andiamo di fretta, e se non siamo veramente appassionati lettori molte sono le scuse per non affrontare un romanzo, e la più facile e più frequente: non ho tempo.

Come si fa al giorno d’oggi a leggere tomi del calibro dei romanzi ottocenteschi? Allora ben vengano i racconti, brevi, autoconclusivi e che ci possono regalare emozioni immediate.

Ben vengano le poesie se riusciamo ad apprezzarle, e ben vengano i concorsi letterali che trattano queste forme espressive.

Personalmente conosco almeno tre poeti, due di questi hanno pubblicato solo grazie a concorsi letterari, ma il loro nome non è sui rotocalchi, eppure la qualità c’è.

La mia critica personale: alziamo la qualità, alziamo il livello, diffondiamo cultura.

Senza questi principi non servirà a nulla.

Ben vengano tutte le iniziative così rivolte.

Poesia e Racconti, forme da sviluppare, forme da aiutare.

Lancio quindi un appello agli organizzatori di concorsi ed alle Case Editrice: diffondete la vostra voce, portate avanti il vostro vessillo e cercate lettori.

 

 

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