Un giovane ragazzo olandese salverà gli oceani dalla plastica.

di Sara Fabiani

8 Giugno 2016

Boyan Slat, diciannovenne olandese ha avviato una campagna di raccolta fondi “The Ocean Cleanup” per un nuovo ed unico progetto.
La plastica materialmente non è dannosa o pericolosa ma è una materia molto resistente in quanto non biodegradabile, riuscendo a perdurare per anni.
Per questo è frequente che animali marini restino impigliati o soffocati da tale materiale.plastica-13
Boyan è riuscito a convincere con il suo metodo che la pulizia degli oceani non è così impossibile, costosa e secolare.
L’idea era venuta già due anni fa, presentata dall’allora diciassettenne Boyan ad una conferenza a Delft.
Il suo discorso fu un successo e l’idea iniziò a prendere forma tra volontari, scienziati e ingeneri.
Il progetto prenderà il via al largo di Tsushima, un’isola tra Giappone e Corea del Sud.
Sarà installata una barriera galleggiante che accumula rifiuti e li convoglia in un compattatore a energia solare.
A differenza di altri metodi che prevedono l’uso di navi che trascinano reti da pesca, non solo questa è decisamente più comoda in termini di inquinamento ma potrebbe protrarsi per durata infinita anche se necessita, purtroppo, enormi capitali.
La maggior parte della plastica galleggia poco sotto la superficie dell’acqua, entro 3 metri di profondità.
Quindi vi saranno semplici barriere fluttuanti che cattureranno in modo puramente passivo i rifiuti mentre l’acqua ci passa attraverso.
Il metodo inoltre non farà subire contraccolpi sull’ambiente o per gli abitanti della fauna marina perché il tutto agirà senza disturbare rotte di pesci e di altri organismi.
Il progetto Ocean Clean Up promette molto bene, si estenderà per diversi chilometri quadrati e nel giro di cinque anni potrebbe raggiungere perimetri grandi quasi quanto gli oceani.