UE: quando i Popoli si alleano

13 Ottobre 2016

Nicola Accordino

In principio fu la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell´Acciaio). Siamo nel 1952, in pieno dopoguerra. L´Europa usciva distrutta dal secondo conflitto mondiale, i Popoli chiedevano pace e giustizia. Dato che proprio il Carbone e l´Acciaio costituivano allora il fulcro della Industria rinascente, un pugno di Paesi Europei, (Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi), decisero di mettere da parte dissapori e diatribe e cominciare a cooperare. europa
Fu la visione di molti illustri uomini a portare nel 1957 alla firma del Trattato di Roma, che diede vita alla CEE (Comunità Economica Europea), poi diventa Unione Europea. Uno di questi era Altiero Spinelli (Roma, 31 agosto 1907 – Roma, 23 maggio 1986), citato tra i padri fondatori dell’Europa per la sua influenza sull’integrazione europea post-bellica.
Quest´uomo, forgiato dalle persecuzioni politiche, confinato a Ponza (1937-1939) e a Ventotene (1939-1943) dal Fascismo, trasse proprio da quelle esperienze devastanti la forza e le idee che lo portarono a formulare un´idea di Europa ben diversa da quella che il Nazifascismo stava tentando di realizzare. Una unione libera tra i popoli, liberi di circolare, rispettarsi, aiutarsi. Insomma, una Europa di fratelli legati dalla stessa provenienza geografica e da simili radici storico culturali.
Nel giugno del 1941, durante il soggiorno forzato sull’isola di Ventotene, Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e di Eugenio Colorni, scrisse il documento base del federalismo europeo: il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene.
Questi ideali di fratellanza, uguaglianza, cooperazione sono alla base della nostra civile convivenza in Europa. I Cittadini Europei mai dovrebbero dimenticare l´apporto pacificatore che questa istituzione, ben lungi dall´essere perfetta, ha avuto nelle vite di tutti. Mai in Europa era regnato un cosí lungo periodo di pace e prosperità. L´attuale crisi politica e sociale non deve farci perdere di vista la strada tracciata da Spinelli e dagli altri Padri Europei. Dobbiamo sempre mirare a creare una base di cooperante rispetto contro il dilaniarsi dall´interno di questa Istituzione che tanto ha dato ma che ancora di piú può darci.
I sentimenti antieuropei che solcano il continente sono dovuti certo alla crisi ed a evidenti squilibri, ma i popoli per primi devono rendersi conto che la minaccia non sta sicuramente nella cooperazione ma in chi di questa cooperazione si serve per coprire i propri intenti criminali. Il popolo Europeo non si faccia distogliere sul cammino della libera e civile coesistenza.