Tutto il mondo è muro

di Valentina Danesi

15 Maggio 2016

Brennero, Berlino, Cina. Tutto il mondo è muro. Un muro che attrae, affascina.

Si visita per averne testimonianza o ricordo. Ciò che teoricamente viene costruito per protezione da attacchi viene spesso utilizzato per nascondere ciò che ci intimorisce, ma che che, in realtà, nemmeno conosciamo. Il problema sorge quando un muro fisico, concreto nasce da un qualcosa di astratto. Un’idea, un sentimento. Un’emozione che vuole dividere. E’ li che si delinea la differenza tra una divisoria comune e un muro. Spesso, o solo, ideologico.
Un qualcosa che allontana dalla vista. Dalla mente. Dalla ragione.
Non sempre è pietra, sabbia o cemento. Spesso, purtroppo, è solo ignoranza. Paura. Rabbia. Un’amalgama che annebbia e che può prendere qualsiasi forma. Anche umana.

Può un sasso farlo crollare?7muri

Svezia, cittadina di Borlange. E’ la storia di Tess. Quarantaduenne svedese, di colore. Pochi giorni fa ha avuto il coraggio di bloccare la strada a un corteo di 300 nazi. Da sola. Sguardo fiero, immobile. Braccio alzato e pugno chiuso. Un gesto, il suo, che ha voluto opporsi all’intolleranza, alla violenza e alla paura. Un simbolo del tutto simile al saluto nazista trasformato nel proprio opposto.

Un rifiuto a quegli ideali che hanno visto il suo e molti altri popoli morire per una diversità che non significa nulla.

Una ribellione che ha raccolto tutto ciò che di positivo poteva offrirle la storia per poter far sentire la propria voce. Una voce che, in realtà, non si è sentita ma ha riempito i viottoli svedesi. I cuori e le menti dei passanti. E che è stata “cinguettata” in tutto il mondo. Migliaia di tweet hanno riproposto l’accaduto. Tutti, o quasi, ha avuto modo di conoscere la piccola città nordica e il coraggio pacifico di una sua cittadina che ha trasformato il clamore violento in un simbolo distorto ma denso di significato. Un atto che ricorda quello di una ventina di anni fa, sempre in Svezia. In cui una donna colpi un estremista di destra con la propria borsa.

Stessa terra, anni diversi. Un unico obiettivo. Far crollare i muri che ci separano. Siano essi di cemento, persone o ideali.

Sì, forse nella terra del freddo anche un sasso può far crollare un muro.