A tu per tu con l’ex ballerino del programma AMICI: Gianluca Petruzzelli

13 Giugno 2018

di Marco Tosarello

Nel suggestivo scenario del Colosseo l’ex ballerino di Maria De Filippi si racconta tra ricordi e ambizioni

Gianluca Petruzzelli: “Amici? Solo una vetrina”

Gianluca Petruzzelli è tra i più talentuosi insegnanti di ballo della Capitale, con un eccezionale excursus alle spalle in tanti palcoscenici italiani.

Lo abbiamo incontrato immersi nello splendido e suggestivo scenario del Colosseo, perché lui sul palco è davvero un autentico “gladiatore”, capace di regalare al pubblico grandi emozioni con la sua travolgente energia e il suo riconosciuto carisma.

Personalità da vendere ma anche tanta semplicità e umiltà, doti che appartengono solo ai migliori.

Tra le sue brillanti performance quelle del 2003 con “Grandi Domani”, del 2004 con “Hot Time For Dirty Dancing, del 2006 “Amore”, del 2007 nel “Mp Zero” Tour, ed ancora del 2009 in “Hairspray Grasso è bello”. Senza dimenticare la sua recente performance sul palco in occasione di “Shine on” Pink Floyd al Teatro Olimpico.

Dal 2013 forgia gli aspiranti ballerini nella B Evolution Art Factory di Fabrizio Campoli e condivide la passione del ballo e dell’animazione con la “Ronin Crew” insieme a Diego Ottaviani, Eleonora Pigliautile, Giada Liberati, Giulia Tarantino, con le coreografie del bravissimo Giordano Luciani con il quale domenica scorsa ha curato la messa in scena del Cinecittà World Pride, evento in collaborazione con Queen Factory e AlterEgo. Perché Gianluca Petruzzelli nei suoi spettacoli è sempre riuscito a trasmettere un messaggio contro le discriminazioni, perché l’arte può essere davvero un messaggero efficace per contrastare e vincere i pregiudizi nella società.
Al grande pubblico diventò noto nel 2005 con la partecipazione al famoso programma Amici di Maria De Filippi su Canale5: una partecipazione che gli consentì di ritagliarsi la meritata visibilità, ma nella vita non basta solamente la popolarità per avere successo come ha tenuto a sottolineare lui stesso. Le sue grandi soddisfazioni sono anche legate alla partecipazione nella tournée con Renato Zero che toccò nel 2007 sei stadi, da Padova a Roma, da Milano a Firenze, da Bari a Palermo.

“Aver fatto Amici ti  regala sicuramente tanta visibilità, è una grande vetrina, le persone per strada ti riconoscono, anche per questa notorietà riesci inizialmente a mettere più facilmente in vetrina le proprie qualità, ma questo non significa necessariamente che la propria strada sarà tutta in discesa. Anzi, ricordo diversi ballerini usciti dal programma  Amici che hanno affrontato senza successo delle audizioni.

Quindi la “sfida” non è solamente all’interno del programma, ma la trasferisci ogni giorno quando devi misurarti con le difficoltà della vita quotidiana. Il segreto? Sapersi rimettere in gioco con umiltà, sacrificio e professionalità.

L’errore più grande che può fare un concorrente di Amici è pensare di fare questo lavoro per diventare famoso.

Ci sono stati colleghi che si sono ritirati dalle scene perché non in grado di calarsi di nuovo nella normalità di tutti i giorni. Se vuoi fare davvero questo lavoro devi scrollarti di dosso l’etichetta che sei principalmente quello di Amici.

Per me, infatti, le soddisfazioni e le gratificazioni più grandi sono state quelle di essere riuscito, prima e dopo Amici, a trasmettere emozioni speciali al pubblico.

Senza mai pensare “io sono arrivato”, perché quando arrivi a pensarlo è lì che hai perso la vera “sfida” con te stesso e con il mondo. In questa professione occorrono tanta autodisciplina, studio e aggiornamento, elementi indispensabili se si desidera raggiungere nel tempo livelli piuttosto elevati.

Ogni sacrificio, ogni paura, ogni limite da affrontare, e quindi da superare, è un’occasione per mettersi sempre alla prova. Ogni traguardo che vogliamo raggiungere, in ogni settore della vita, porta infatti con sé una serie di sacrifici e impegno.

Oggi ai miei ragazzi della scuola cerco di trasmettere l’importanza di questa disciplina, perché il palco è in grado di essere una grande risorsa educativa, capace infatti di contribuire con efficacia alla loro maturazione, perché insegna loro il valore della fatica e del sacrificio, il gusto dei risultati che devono essere conseguiti con impegno e costanza e quindi senza scorciatoie.

Il senso umano di questa disciplina è custodito nella sua capacità di favorire la crescita e la maturazione della persona dentro e fuori il palcoscenico.

L’impegno conta più del risultato, e la sconfitta, con le sue lezioni, è un tesoro per il futuro come opportunità di crescita e per migliorarsi, per continuare a credere nel proprio sogno. Quando hai fatto del tuo meglio, quando sei consapevole di aver dato tutto, non puoi avere rimpianti.

La vittoria sta sempre nell’aver scoperto dentro di noi qualcosa che può essere migliorato.

E poi c’è una cosa che amo ripetere ai miei allievi: ogni singola lezione è sempre una scoperta, una nuova conoscenza,  un arricchimento perché da ogni insegnante che incontriamo si può apprendere qualcosa.

Allenarsi quindi con entusiasmo, convinti di riuscire a imparare ogni giorno qualcosa in più, ma anche il cambiamento può essere una competenza da coltivare. In un mondo sempre più dinamico, stare fermi significherebbe rimanere indietro, perché cambiamento può e deve significare apprendimento, formazione e quindi più competenze per diventare poi competitivi nel mondo del lavoro.

Bisogna sempre conservare il desiderio di imparare”.

Nella vita non basta avere il talento, bisogna allenarlo quotidianamente.

Come ha fatto sempre Gianluca Petruzzelli.

Il suo è uno stile ricco di sfumature che si rispecchia tanto nel suo lavoro quanto nella vita di tutti i giorni.

E talento, disponibilità e sorriso rappresentano il fascino di ogni personaggio, in grado di fare la differenza, di lasciare il segno.

Anche in questa mission di mettere quotidianamente se stessi, il proprio sapere e la propria esperienza a servizio dei più giovani.