Ma tu, come ti presenti?

05.09.2016

di Katia

Arrivata alla soglia dei 50 anni credo che di persone e personaggi sul mio cammino io  ne abbia incontrate tante.
Non è così strano e  inevitabile non provare a capire come possa “essere” una persona già dal primo incontro.
Io considero molto importante quel che si definisce  PRIMO IMPATTO.
una stretta di mano decisa, un sorriso e un buongiorno fanno una bella differenza con un salve, una stretta di mano lassa e sudaticcia accompagnata da uno sguardo vago o perso.
Provate a pensare quando incontrate qualcuno che non conoscete, come vi presentate?

Se si trattasse  di un incontro di lavoro?al primo impatto
Credo fermamente che soprattutto in questo caso, il primo impatto sia decisivo.
Se il vostro compito è quello di vendere un  prodotto o un’ idea,  il cliente lo conoscerà dopo avervi visto, salutato , scrutato e analizzato.

Allora capite bene, che ciò che noi stiamo proponendo   per primo,  siamo noi  stessi.
Certo! siamo noi : l’idea, il prodotto ……o  qualsiasi cosa vogliamo vendere!
Allora, impariamo a presentarci!

Ci sono dettagli che fanno la differenza, modi e modalità che possono addirittura far cambiare atteggiamento al nostro interlocutore.
Parliamo di tecniche di vendita e relazionali dove ovviamente sia richiesta la presenza di due interlocutori: venditore e cliente.

Incominciamo così, presentandoci come NOI fossimo il prodotto da vendere.
Se incominciassimo con un saluto?
Un ‘buongiorno’ , ‘buonasera’ o un ‘salve’?
Io il ‘salve’ lo abolirei in assoluto da ogni vocabolario, figuriamoci in un incontro di lavoro .
Il saluto deve essere deciso, chiaro e introdurci a presentarci !
E mi viene in mente un tipo abbastanza famoso soprattutto per come si presentava: “sono Bond, James Bond”.
Provate ad imitarlo in modi diversi, cantilenati, acuti, tristi … Capirete quanto sia importante il modo, il tono, la voce e come il vostro atteggiamento possano cambiare una situazione anche  in un solo saluto.

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