The Big Break

Festival

THE BIG BREAK

Fino a giovedì 6 dicembre 2018
OGR Torino
Corso Castelfidardo, 22 – Torino

Metti un gruppo di ragazzi e ragazze tra i 18 e 20 anni.

Metti la voglia di rompere gli schemi e 1 anno di lavoro insieme a tanti artisti.

Metti 1 settimana di palinsesto (musica live, storytelling, videoarte, fotografia, performance) in un luogo spettacolare come OGR Torino.

The big break
The big break

Mixa tutto con la creatività, l’energia e la forza di un gruppo di giovani sempre in movimento. Ecco la ricetta di THE BIG BREAK il festival ideato e realizzato dal gruppo formato dai ragazzi e ragazze del progetto OGR YOU, (Young Adults), promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, in collaborazione con OGR – Officine Grandi Riparazioni, che lo accoglie come sede.

OGR YOU e il festival sono curati da Barbara Casavecchia (critica e curatrice indipendente, insegna all’Accademia di Brera di Milano), in collaborazione con Sergey Kantsedal (giovane curatore di base a Torino).

THE BIG BREAK si svolge fino al 6 dicembre a OGR Torino (Corso Castelfidardo 22, Torino); la partecipazione è gratuita ma è necessario prenotarsi online sul sito www.ogrtorino.it.

Come suggerisce il titolo, il festival prova a rimescolare le carte, offrendo un nuovo punto di vista e abbattendo le divisioni tra arti visive, musica, performance, storytelling e gioco.

L’obiettivo di THE BIG BREAK è duplice: da una parte raccontare l’esperienza che i ragazzi hanno vissuto partecipando al progetto, di cui il festival rappresenta una forma di restituzione pubblica. Dall’altra provare a coinvolgere il pubblico dei coetanei, Young Adults, un segmento di età tra i meno presenti nella programmazione delle istituzioni culturali italiane.

Per provare a raggiungere questo ambizioso obiettivo, il festival propone diverse modalità di partecipazione a contenuti molto differenti tra loro, tra questi anche tre performance/workshop gratuiti (di Hannes Egger, Ambra Pittoni e Paul-Flavien Enriquez- Sarano e del collettivo IOCOSE), creati dagli artisti appositamente per questa occasione; la partecipazione degli artisti al programma di OGR YOU di quest’anno, sarà inoltre raccontata attraverso video realizzati dagli artisti stessi per il festival.

Il progetto THE BIG BREAK è ideato e realizzato dai ragazzi che hanno partecipato a OGR YOU

Il festival
THE BIG BREAK inaugurato giovedì 29 novembre alle 20,30 con una serata Open Mic dal tema Avere vent’anni. I partecipanti potranno prendere il microfono per raccontarsi a ruota libera, per un massimo di 10 minuti. A seguire, musica rap a cura di The Iconic & friends.
La serata seguente (venerdì 30 novembre dalle 20,30 alle 23,30 è dedicata al meglio e al peggio di quanto si possa vedere al cinema e online, spaziando dai dibattiti sulla storia del cinema, alla proiezione di una serie di video “blob” (selezionati tramite Open Call) che condensano in 180 secondi le scene più inguardabili del grande e piccolo schermo, fino al contest – con giuria in sala – riservato ai più insignificanti video di YouTube, a cura del collettivo artistico IOCOSE.

Nel fine settimana (sabato 1 e domenica 2 dicembre, dalle 15), il pubblico potrà partecipare a visite guidate alla mostra di Mike Nelson condotte dai ragazzi e ragazze di OGR YOU; un grande Speed Dating collettivo; i workshop performativi aperti a tutti, organizzati dagli artisti Ambra Pittoni & Paul-Flavien Enriquez-Sarano e Hannes Egger; una serata stand-up comedy, accompagnata da una speciale selezione di musica triste e molto altro. Saranno inoltre proiettati i video degli artisti che hanno partecipato a OGR YOU: Roberto Fassone, Adelita Husni-Bey, Invernomuto, Eva & Franco Mattes, Angelo Plessas, Gernot Wieland.

La serata finale (giovedì 6 dicembre, dalle 20,30), con la quale OGR YOU si congeda dal pubblico per il 2018, accoglie una selezione di rock band emergenti della scena torinese.
Durante tutto il festival nella sala d’ingresso, un video ripercorre le tappe di OGR YOU. Avviato a febbraio 2018, il progetto ha coinvolto una serie di artisti contemporanei, invitati a rivestire il duplice ruolo di performer (per un ciclo di speciali conferenze, inserite nel Public Program di OGR) e di tutor per seminari a porte chiuse rivolti ai ragazzi di OGR YOU. Un blog (https://ogryou.tumblr.com/) ha raccolto i racconti, le immagini, i video e le interviste scaturiti dall’esperienza.

Chi sono i ragazzi protagonisti di OGR YOU
Nel gruppo ci sono 13 ragazzi e ragazze che hanno età e interessi diversi: quando il progetto è partito, molti erano all’ultimo anno del liceo, altri già impegnati nel primo anno di università, di scuola di scrittura o regia, o alle prese con la decisione di cambiare strada, per seguire altri interessi. C’è chi scrive, chi fa musica con la propria band e scrive testi di canzoni, chi lavora con le immagini, chi è semplicemente curioso e ama l’arte, pur studiando economia, chi ha fatto e fa teatro. Tutti sono torinesi, anche se abitano fuori città, o in città sono arrivati da piccoli, o magari da pochi anni, portando con sé storie famigliari diverse. C’è chi è cresciuto a due passi dalle OGR, chi ha genitori di altri continenti, chi viene dalla campagna. Qualcuno nel frattempo ha trovato lavoro in una redazione di quotidiano, o televisiva, qualcuno ha capito che occuparsi di arte e didattica è ciò che desiderava davvero fare, chi è ancora al liceo, chi arriva puntuale, e chi sempre in ritardo. Sono diventati amici.

Che cos’è il progetto OGR YOU
OGR YOU (Young Adults / Giovani) è un programma promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, in collaborazione con OGR – Officine Grandi Riparazioni, che lo accoglie come sede.
È dedicato alla fascia Young Adults, un segmento di età tra i meno presenti nella programmazione delle istituzioni culturali italiane, con l’obiettivo è innescare nuovi meccanismi di coinvolgimento del pubblico giovane, a contatto con alcuni protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.

Il tema scelto per questa prima edizione del progetto è RACCONTARE, RACCONTARSI.

Attivo da febbraio a giugno e da settembre a dicembre 2018, OGR YOU ha visto una serie d’incontri pubblici aperti a tutti con artisti e performer e di workshop a porte chiuse per un Club, formato da un gruppo di 13 ragazzi e ragazze (18/20 anni), selezionati tramite Open Call lo scorso gennaio.
Gli ospiti del 2018 sono stati: Roberto Fassone, Angelo Plessas, Slavs&Tatars, Gernot Wieland, Ambra Pittoni e Paul Flavien Enriquez, Eva e Franco Mattes, Invernomuto, Adelita Husni-Bey.
Sia gli incontri, sia i workshop sono gratuiti; gli incontri (OGR YOU Talks) fanno parte del Public Program di OGR, dove si svolgono in fascia serale.

Ai partecipanti (amanti della scrittura, creativi, blogger, youtuber, videomaker, instagrammer, appassionati di musica, nuove tecnologie, arti visive e performative, etc) è stato richiesto di narrare se stessi e la vita all’interno delle OGR, in chiave personale, potenziando le proprie capacità critiche ed espressive. I contributi sono raccolti sul blog di OGR YOU.
Il progetto è a cura di Barbara Casavecchia (critica, curatrice, docente dell’Accademia di Brera di Milano), in collaborazione con Sergey Kantsedal (giovane curatore di base a Torino).

Il punto di vista di Barbara Casavecchia, curatrice di OGR YOU
Il tema che abbiamo scelto per questo primo anno di OGR YOU (Young Adults) è stato centrale: il “raccontare e raccontarsi” hanno preso tante forme diverse, dai tanti racconti portati dagli artisti (italiani e internazionali) davanti al pubblico del Duomo, ai racconti che i ragazzi e le ragazze del gruppo hanno costruito a voce, scrivendo, inventandosi situazioni performative, girando video, registrando podcast, usando la musica o la fotografia durante i workshop pomeridiani.

A 18-20 anni – l’età prevista dal bando di partecipazione – si è a volte spaventati, a volte fortissimi, aperti, curiosi, appassionati, perché si sta ancora cercando di capire cosa si vorrà essere e i paletti interiori non sono troppi. L’arte, in questo senso, è un terreno fantastico di sperimentazione e di esplorazione, per arrivare a conoscersi un po’ meglio.

Credo che, da giovani adulti, avere la possibilità d’incontrare da vicino e senza filtri una serie di artisti diversi, di farsi condurre da loro in esercizi che portano a scandagliare la propria creatività senza assegnare voti a nessuno, così come di entrare in una mostra o un concerto da una porta diversa da quella ufficiale d’ingresso, sia un’esperienza formativa. Credo anche che per una adulta-adulta come me, sia altrettanto formativo incontrare dei giovani e imparare tanto dalle loro domande, dalla loro intelligenza, e delicatezza, e sensibilità. E allegria. E maturità. Potrei continuare con l’elenco. Lavorare in gruppo rafforza tutti, tesse nuove relazioni e porta a galla tante energie.

L’entusiasmo con cui ragazzi e ragazze si sono tuffati nell’organizzazione del Festival, i progetti che hanno messo a punto con le proprie forze, le idee riguardo a cosa sarebbe bello vedere in uno spazio culturale per “rompere gli schemi” sono lezioni preziose.

Il punto di vista di Sergey Kantsedal, co-curatore di OGR YOU
OGR YOU è un progetto dedicato ai giovani adulti, che hanno dai 18 ai 20 anni. Quelli che nell’immaginario comune vengono definiti con l’oggettivo “menefreghista” – un’attitudine comune tra le persone di questa età, secondo alcuni. Forse è stata questa la scommessa più grande di questo programma. Quale sarà il grado di coinvolgimento da parte dei ragazzi e delle ragazze? Per quanto durerà l’interesse? E soprattutto, cosa rimarrà alla fine? Adesso è un po’ presto per dare risposte definitive, anche perché siamo nel bel mezzo dell’organizzazione di THE BIG BREAK, ma possiamo sicuramente iniziare a tirare qualche somma.

Grazie a questo progetto ho avuto la fortuna di avvicinarmi ai ragazzi, e di conseguenza, alla generazione dei millennials, o meglio dire, i post-millennials. E se c’è una cosa che non ho riscontrato nell’energia che tirava, è l’indifferenza! Mi sono trovato di fronte a persone che vogliono imparare, ma allo stesso tempo hanno anche molto da insegnare, a te e ad altri. Persone senza pregiudizi, o sicuramente con meno pregiudizi rispetto a noi, che abbiamo dieci, venti anni in più. Persone molto motivate, che hanno voglia di proporre e proporsi, raccontare e raccontarsi… Abbiamo sentito tanti di quei racconti nei ultimi mesi. Racconti fatti di parole, ma anche di silenzi tra le parole, interrotti da qualche battuta che ci faceva scoppiare dal ridere tutti quanti. C’è bisogno di dire che mi mancheranno?