Il tappeto del mondo per ricordare e mai più dimenticare.

di Lucia Tremiti

IL TAPPETO DEL MONDO PER RICORDARE E MAI PIÙ DIMENTICARE

A Vinci, in occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo, il 4 maggio scorso, nella casa-museo del grande genio, erano stato presentati i primi metri del tappeto del mondo, ma gli organizzatori contavano di realizzare un tappeto molto più lungo. Così è stato:  ha raggiunto una misura inimmaginabile in attesa di essere steso il giorno stabilito della commemorazione, il 12 agosto prossimo, quando verrà srotolato a partire dalla Piazza della Chiesa dell’Ossario.
L’iniziativa “Il tappeto del mondo” è promossa dall’Associazione I colori per la Pace nata nel 2015 a sostegno del Parco della Pace di Stazzema e che opera in 113 Paesi.

I quadrati sono arrivati da moltissimi Comuni italiani ed anche da fuori Italia.

É stato creato un network e questo lavoro può durare all’infinito.

quadro Autismo
quadro Autismo

A formare questo tappeto, sono tanti quadrati di filo di 50 centimetri, a maglia o all’uncinetto, in tinta unita o colorati. Molti quadrati, multicolori e a tema, richiamano l’infanzia dato che molte vittime innocenti furono bambini, quello del Gatto Mammone e quello sulla sensibilizzazione sull’autismo realizzato con pon-pon azzurri dalla Scuola Primaria di Montepulciano.
Le donne sono state le eccelse protagoniste. Moltissime donne di svariati Paesi che ne hanno coinvolto altre ed insieme partecipato alla realizzazione del tappeto del mondo per ricordare e mai dimenticare l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema in provincia di Lucca dove morirono nel 1944 per mano delle SS moltissimi civili tra i quali in considerevole numero di bambini sotto gli undici anni.

All’inizio dell’agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco come “zona bianca”, ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell’estate, aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi.

Nonostante ciò, all’alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna, mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di mezza giornata invece vennero uccisi centinaia di civili, di cui solo 350 poterono essere in seguito identificate; tra le vittime 65 erano bambini.

Il tappeto del mondo vuole essere un segno per ricordare e mai più dimenticare queste atrocità, per unire i popoli e le culture. È un invito a recarsi a Sant’Anna di Stazzema per respirare un’aria densa di significato dove si proverà l’innata esigenza di parlare piano, di camminare in punta di piedi nel rispetto del luogo e di ciò che vi è accaduto. E torneremo a casa tutti un po’cambiati.