Siamo Mondiali!!

di Meri Lolini

Inizio questa mia riflessione con un aforisma di Paulo Coelho che dice:” Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.”

Che bello stare seduta nella mia poltrona preferita nel salone di casa mia, da qui posso curiosare l’andirivieni dei tanti passanti sia in auto che a piedi,che vanno a fare la spesa al centro commerciale, che è proprio davanti al condominio dove abito.

Meri Lolini
Meri Lolini

Sto lì spaparazzata  in poltrona e mille pensieri attraversano la mia mente, quando ad un tratto noto che sul mobile davanti a me fa bella mostra di sé un po’ di polvere e quasi in maniera automatica , mi alzo e con uno straccio in mano mi accingo a spolverare quel piano e mentre faccio questa operazione, con la mano destra sposto il mappamondo che è proprio lì ed il suo ingombro ostacola la pulizia. Mi è piaciuto il mappamondo e sin da quando ero piccola, vedere i luoghi là sopra mi piaceva molto più che sull’atlante geografico, forse per la sua visione tridimensionale.

Così guardo con poca attenzione quell’oggetto e mentre lo sto rimettendo a posto il mio sguardo si posa sull’Africa e così vado a vedere il Golfo di Gabes. Sono stata in vacanza in quella zona la scorsa estate e mi è piaciuto molto quell’angolo di mondo così lontano da noi sia per i paesaggi che per la loro quotidianità di vita.

Pensate che per raccogliere un po’ di acqua le donne di Matmata sono costrette a percorrere chilometri su sentieri del deserto roccioso, che difficoltà enormi per lo stretto necessario.

Ecco che la mia mente è proiettata in una realtà lontana e sto cercando di fare confronti tra la nostra realtà europea e quella del deserto africano ed arrivo a concludere che in certe realtà il quotidiano scorrere dell’esistenza è veramente complicato.

Il mappamondo è sempre lì con la sua forma sferica perfetta e se lo si fa girare il movimento è perfetto senza nessun attrito e l’aria che avvolge la sua superficie non fa emergere ne sporgenze ne affossamenti…però i popoli che lo abitano sono diversi e sottoposti a sofferenze ed ingiustizie a volte molto dolorose.

Dopo tante guerre e sopraffazioni stiamo diventando cittadini dei continenti, superando la cittadinanza di stato, siamo infatti europei, americani, africani ed asiatici.

Credo che la cittadinanza alla quale dobbiamo ambire è quella del “MONDO” proprio per superare le forme di razzismo e gli sfruttamenti dei popoli e dei territori meno abbienti.

Sì però come si chiamerà il cittadino del mondo….forse Mondiale!!

Il mio pensiero ora si identifica in questa immagine.

Tutti i cittadini del mondo sono pronti a correre allo stesso nastro di partenza per la corsa della mondialità, con le stesse opportunità di vita e di esistenza, liberi di correre ed impegnarsi per migliorare l’uomo del mondo per ogni sito sperduto del pianeta.

Se tutti avessero di che cosa campare nel proprio territorio non avrebbero la necessità di emigrare in condizioni molto precarie alla ricerca di un futuro dove sia possibile costruire un’esistenza dignitosa.

Al nastro c’è il bambino di colore adottato da una famiglia di pelle bianca, c’è la donna mussulmana che indossa la gellaba, c’è la badante ucraina del nonno che vive nel condominio vicino ed a tutti vengono date le stesse opportunità perchè tutti sono compresi nell’insieme chiamato umanità.

I sentimenti razzisti  fanno identificare le persone in sottoinsiemi come le etnie, le religioni ed automaticamente le persone vengono considerate di serie A o di serie B.

Questo fa allontanare l’ideale della condivisione dell’umanità e rende irrealizzabile l’idea della MONDIALITA’ che ci porterebbe alla condivisione delle sofferenze dei nostri simili e nella bellezza dell’aiuto all’altro.

Per avere il Mondo intero è impensabile fare muri che barricano le menti degli uomini che stanno nello spazio delimitato e costretto. Abbiamo avuto esempi di muri che hanno diviso la Germania, la Cortina di Ferro rappresentava la divisione dell’Europa dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine della guerra fredda in due zone una Occidentale e l’altra Orientale.

Quella Occidentale sotto l’influenza degli Stati Uniti e quella Orientale sotto l’influenza dell’Unione Sovietica.

Lo smantellamento della Cortina di Ferro fu messo in atto dall’Ungheria il 2 maggio 1989 con la rimozione delle barriere al confine tra Ungheria ed Austria come conseguenza della caduta del Comunismo nel territorio ungherese.

La rimozione delle barriere elettrificate per una  lunghezza di 240 Km tra i due paesi fu la prima crepa della Cortina di Ferro che aveva diviso per quaranta anni l’Europa e questa innescò il meccanismo che provocò la caduta del Muro di Berlino.

Le barricate hanno portato solo all’ isolamento delle persone ed alla non comunicazione tra i popoli e privato l’umanità di conoscenza tra i popoli.

Il segreto per la crescita ed il progresso del Mondo è il confronto e l’aiuto tra le sue genti affinchè ci si conosca, ci si possa confrontare e camminare insieme anche parlando lingue diverse e praticando religioni diverse, perché siamo tutti uguali.

Vorrei concludere con il pensiero di Sant’Agostino che recita” Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce una sola pagina.” 

Intendendo il viaggio nelle menti dei nostri simili per arrivare ad un confronto costruttivo che ha come frutto la condivisione e l’arricchimento reciproco nelle conoscenze e nelle esperienze.