Siamo in emergenza

di Meri Lolini

Nella nostra esistenza gli atteggiamenti che assumiamo nelle varie occasioni o situazioni del nostro vivere sono fondamentali, per il tipo di relazioni con i nostri simili.

Niente è casuale, tutto va interpretato come una conseguenza naturale di quello che si crea attorno a noi con i nostri atteggiamenti e quelli degli altri.

Meri Lolini
Meri Lolini

In questo periodo si palesano nella nostra società atteggiamenti razzisti ed antidemocratici che creano situazioni contrarie alla condivisione della condizione dell’umanità nelle sue manifestazioni più dolorose e tragiche.

Sembra che si rimanga indifferenti o più ancora direi inviolati dall’abbandono di gente in mezzo al mare con freddo e fame.

Queste persone hanno solo la “colpa” di fuggire da tanto dolore e situazioni di vita inaccettabili sia per gli adulti che per i bambini.

Siamo forti dei nostri confini e con questa convinzione vengono chiusi i porti e da questo atteggiamento disumano si svela la nostra superbia di persone più fortunate e ci dimentichiamo della nostra storia fatta da un popolo di emigranti che negli anni cinquanta cercava una vita migliore in altri stati europei ed anche del Sud-America.

La storia ci appartiene e proprio con questo supporto culturale non possiamo girarci dall’altra parte.

E’ doveroso valutare questo problema del mondo ingiusto e trovare un sistema normativo condiviso in Europa che garantisca l’aiuto a questi popoli in vari modi e su vari piani.

La problematica è molto grande però è doveroso farsene carico e cercare soluzioni che siano degne dell’umanità che subisce questi atti e che soffre per situazioni create a loro danno.

Mi sembra opportuno citare il pensiero di Sant’Agostino che recita:”E’ stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli, è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli”.

L’umiltà serve per mettersi intorno ad un tavolo e confrontarsi tra i vari stati dell’Europa e trovare una normativa che tuteli chi è da accogliere e chi accoglie.

Non possiamo essere superbi dal pulpito dell’arroganza e non impegnarsi per risolvere il problema dell’umanità di questo millennio.

Bisogna avere la testa sgombra da pregiudizi ed il cuore aperto per comprendere la sofferenza di queste persone e quindi con semplicità dobbiamo impegnarci in questo.

Audrey Hepbur aveva questo pensiero: ”La semplicità e la verità sono le cose che contano veramente. Vengono da dentro. Non si può fingere”.

Non possiamo rifugiarsi con il banale luogo comune che non sia un problema nostro, però dobbiamo porsi la domanda : ”Se l’altro fossimo noi? Se l’altro fosse un nostro figlio?”

La tragedia del razzismo ha fatto molte vittime e la chiusura delle menti ha creato i mali peggiori nell’umanità e per questo non è possibile essere superbi dei nostri vantaggi territoriali e normativi.

Secondo Niccolò Tommaseo la superbia è il più frequentemente punito e il più difficilmente sanabile di tutti i vizi e sempre un proverbio recita:” Superbia e pazzia sono sempre in compagnia.”

Dobbiamo rispondere alle generazioni future dei disastri dovuti a questi comportamenti e sarà difficile giustificare le tante persone che hanno sofferto fino a morire per un comportamento tenuto senza migliorare la normativa ed aver tenuto ostinatamente il ragionamento disattivato con scuse becere.

Credo di poter sostenere che la grande apertura della mente e dei cuori ci dovrà portare verso il concetto della cittadinanza del mondo che avrà come conseguenza l’augurio che ogni parte del mondo sia sgombra da guerre, sofferenze e persecuzioni e l’umanità sia degna di questo importante sostantivo.

Per concludere vorrei citare il pensiero di Umberto Galimberti : “Tra invidia e superbia c’è una sottile parentela dovuta al fatto che il superbo, se da un lato tende a superare gli altri, quando a sua volta viene superato non si rassegna, e l’effetto di questa non rassegnazione è l’invidia “.

Spero che i governanti non debbano arrivare a tanto.