Siamo i nostri ricordi

di Meri Lolini
Troppi sono gli omicidi che si verificano nelle famiglie a danno di donne o di anziani e purtroppo, negli ultimi giorni le vittime sono state anche dei bambini.

Meri_Lolini
Meri_Lolini

Le motivazioni di questi drammi sono incomprensibili e spesso rivelano contesti familiari dove si verificano dipendenze sia da alcol che da varie tipologie di stupefacenti.

Sono questi gli scenari dove si  hanno episodi di violenza ingiustificabili nei confronti di vittime innocenti.

Spesso questi comportamenti non vengono segnalati e le vittime di questi atteggiamenti violenti per motivi vari e diversi non denunciano la violenza alle quali sono spesso sottoposte, purtroppo capita che si arrivi all’uccisione.

E’ assolutamente necessario identificare i vari atti di violenza e saperli valutare affinchè non si arrivi a conseguenze irreparabili.

Benedetto Croce disse, che la violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice.

Esiste la violenza verbale che crea tanto disagio e spesso una forma di sottomissione per paura che questa condizione si verifichi.

Nei rapporti familiari si possono verificare degli atteggiamenti violenti tra gli adulti che influenzano negativamente la crescita dei bambini che assistono a queste scene.

Secondo l’University College di Londra si ha che i bambini esposti a violenza domestica mostrerebbero gli stessi cambiamenti al livello cerebrale dei veterani di guerra. Quindi pensiamo quali conseguenze e responsabilità abbiamo nei confronti dei nostri ragazzi nel mettere in atto situazioni violente.

Quando accadono questi drammi nelle case ed ai vari telegiornali si vanno ad intervistare i parenti oppure i vicini di casa e nessuno si era mai accorto di nulla ed ora vorrei citare il pensiero di Martin Luther King che diceva: ”Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni”

Ricordare la nostra infanzia ed i tanti momenti della nostra vita è un dovere per ciascuno di noi per migliorarsi e crescere al meglio , ma i ricordi sono anche un nostro diritto che se gradevoli ci faranno sempre compagnia. Pensiamo a quali ricordi possono avere le vittime di queste violenze , sono danneggiati nel momento che si verificano questi atti e saranno danneggiati a vita per quello che hanno vissuto e non avranno la grande compagnia nella vita della bellezza dei ricordi.

A questo proposito George Byron sostiene che il ricordo del piacere non è più un piacere.

Il ricordo del dolore è ancora dolore.

Quel piccolo ucciso nella scorsa settimana sarà un ricordo di una violenza estrema nei suoi confronti ed una grave colpa per chi lo ha ucciso e tutte quelle persone che non lo hanno aiutato.

Le nostre azioni devono essere degne di essere ricordate come diceva Immanuel Kant:”Agisci in modo che ogni tuo atto sia degno di diventare un ricordo”.

Il ricordo del sorriso di una persona a noi cara ci farà sempre compagnia oppure ricordare il suo pensiero che ci potrà aiutare a fare delle scelte nella nostra esistenza e quindi migliorarsi e crescere.

Quando i ricordi sono cupi e senza nessuna luce ci recano danno e non ci fanno progredire ed infatti Kierkegaard definiva il ricordo come un ombra che non si può vendere, anche se qualcuno volesse comprarla.

Rendiamo nitidi i ricordi dei nostri cari e se possibile aiutiamo anche chi è vittima di violenza ascoltandolo e diamoli voce, perché scelga di far emergere dalle tenebre della malvagità la sua situazione di vittima, per riconquistare la sua libertà personale.

Concludo questa mia riflessione citando un pensiero di speranza di Paul Valery che recita così:” Non sei forse l’avvenire di tutti i ricordi che sono in te?”

Un avvenire dignitoso è costruito su quello che abbiamo vissuto e su i ricordi che ci hanno fatto e ci fanno compagnia.