Satira e cartapesta: protagoniste di Viareggio

di Alessia Coleschi

Vi abbiamo portato in giro per la nostra bella Italia alla scoperta dei Carnevali più esclusivi e caratteristici; vi abbiamo fatto conoscere la loro storia e le loro antiche tradizioni; vi abbiamo fatto, in un certo senso, sognare ad occhi aperti.. Ma come ogni cosa, anche il nostro “allegro e coloratissimo” viaggio sta per volgere al termine.. La nostra ultima tappa di questo “pazzo e stravagante” tour si conclude in una bellissima terra, ricca di storia, cultura, antichi sapori e tradizioni: siamo in Toscana e, più precisamente, a Viareggio per conoscere più da vicino, uno dei Carnevali più importanti d’Italia e d’Europa: il Carnevale di Viareggio!

Le sue origini risalgono al 1873, quando un gruppo di giovani ricchi borghesi, che frequentavano il Caffè del Casinò, decisero di mascherarsi per protestare contro le troppe tasse che erano costretti a pagare. Era il 24 febbraio del 1873, Martedì Grasso, giorno in cui sfilarono, per la prima volta, carrozze addobbate a festa in Via Regia, nel cuore della città vecchia di Viareggio. Da allora il Carnevale si è sviluppato così come oggi è conosciuto: un evento spettacolare, tra i più belli e grandiosi al mondo! Ma la vera “rivoluzione”  avvenne nel 1925 quando, per iniziativa di Antonio D’Arliano e di alcuni costruttori, venne inventata per la realizzazione di carri la tecnica della carta e calco, meglio conosciuta come cartapesta. Questo materiale, così estremante povero e leggero, ha consentito la costruzione di colossali e scenografici carri allegorici. Nel 1930, poi, Uberto Bonetti, pittore e grafico futurista, ideò Burlamacco: la maschera che divenne il simbolo di Viareggio e che, nel manifesto del 1931, apparve in compagnia di Ondina, bagnante simbolo della stagione estiva, sullo sfondo dei moli protesi sul mare. Bonetti volle riassumere nella maschera i due momenti salienti della vita della città: l’estate, con i colori bianco e rosso, tipici degli ombrelloni sulle spiagge degli anni ’30, e il Carnevale. Neppure la 1^ Guerra Mondiale riuscì a distruggere la manifestazione, sebbene indusse una pausa bellica di 6 anni.. Dalla rinascita al boom: oggi, infatti, il Carnevale è ancora più protagonista, non solo, dunque, sfilate di carri spettacolari, ma anche feste diurne e notturne, feste rionali, veglioni in maschera, rassegne di ogni genere.

Il countdown, insomma, sta per iniziare: mancano davvero pochissimi giorni all’inaugurazione dello spettacolare Carnevale! Domenica 7 febbraio, infatti, si alzerà il sipario sui sorprendenti carri allegorici, da sempre portavoce di messaggi “scanzonati e goderecci” che sfileranno lungo la “Passeggiata a mare” e che ogni anno attirano l’attenzione di moltissime persone. A realizzare le maestose macchine di cartapesta sono i Maestri costruttori viareggini, grazie alla loro sorprendente fantasia e alle loro sapienti mani.

Viareggio2Alti più di 20 metri e larghi 12, i carri viareggini sono veri e propri teatri viaggianti, creati per stupire il pubblico con effetti coreografici stupefacenti e straordinariamente eccezionali, dove il tema principale è da sempre la satira politica e tematiche sociali. Quello che impressiona di questi “capolavori artistici” è, senza dubbio, l’impatto scenografico, la cura dei minimi particolari nella modellatura e nella colorazione, la spettacolarità dei movimenti, che sfidano le leggi della fisica: uniti alla musica e al brio dei figuranti a bordo, li rendono unici al mondo. Un vortice di allegria travolgerà la cittadina viareggina tra carri allegorici, sfilate spettacolari, feste rionali: un susseguirsi, insomma, di manifestazioni ed eventi culturali che arricchiscono quell’atmosfera spumeggiante di allegria e spensieratezza che caratterizza la festa più “pazza” del mondo!