Salci un borgo dimenticato

di Lucia Tremiti

Salci un borgo dimenticato
Tra le tante meraviglie italiane vi è Salci un borgo-castello umbro disabitato. Situato nella Valle del torrente Fossalto tra Umbria, Toscana e Lazio, nel comune di Città della Pieve, al confine con la provincia di Siena si erge su di una collina alta 343 m. s. l. m. Il borgo è a 4 km dall’uscita Fabro sull’autostrada Roma-Firenze.

Chi visita Salci ne rimane incantato: il borgo medioevale fortificato pare dormire un sonno millenario, nel cuore della nostra Italia, nella Val di Chiana romana.

salci
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Le sue origini risalgono al XIII sec. Fu feudo nell’enclave delle Stato della Chiesa ed eretto a ducato nel 1568 dal santo Papa domenicano Pio V in favore di Lucrezia Bandini e tale rimase fino al 1816 amministrato dalla famiglia Bonelli.

Ha dato i natali all’ingegnere navale Piazzai Achille ideatore di una delle più veloci navi del mondo della prima metà del XX sec. Poi piano paino il declino.

A partire dal 1980 gli abitanti di Salci si sono trasferiti per motivi di studio, di lavoro, ricongiungimento ai familiari … ma il loro cuore è rimasto tra quelle pietre come quello del Colonnello Giuliacci Mario meteorologo di fama internazionale.  Attualmente vi abitano solo due caprette.

Davide Busato nel 2014 lo citava tra 1500 borghi italiani dimenticati ed Italia Nostra lo collocava nella Lista Rossa dei beni da difendere.  Ma cosa fare per attuare progetti di recupero e farlo rivivere?

Numerose sono state le iniziative, ma non tutte andate a buon fine.

È di questi giorni la notizia del finanziamento di circa 185 mila euro ottenuto da parte del MIBAC per il recupero della Chiesa di San Leonardo. È un inizio!

Come Verdone Carlo, sono rimasta affascinata da Salci, dalla sua bellezza, dalla posizione strategia e dominante, oggi come allora, sulla Via Francigena tra Siena ed Orvieto e non lontano dal sentiero del Bonifica della Val di Chiana che da Chiusi sale verso Arezzo.

Nel mio piccolo ho dedicato a Salci una fiaba o come si chiamava un tempo una novella: Salci, la fata di Vinco e le tre mele magiche.

È certamente poco ma sono speranzosa che chi come me verrà a conoscenza di Salci possa fare qualcosa per salvarlo e ridargli di nuovo vita.

Qualcuno mi ha chiesto cosa ci vedrei bene. Chissà forse un centro studi  o delle strutture medico-riabilitative dato che è immerso nel verde e nella quiete in considerazione del fatto che la duchessa Lucrezia fu donna dedita agli studi e al benessere della sua gente.