Conosci Ruby Bridges?

Un’icona dei diritti civili e dell’uguaglianza razziale

Conosci Ruby Bridges? La prima volta che l’ho incrociata era nella mia timeline di Facebook, qualcuno l’aveva condivisa e lei se ne stava lì fiera con le sue calzette bianche e l’abitino buono per andare a scuola.
Non sono stati quegli occhi a farmi leggere la sua storia, ma proprio quell’abitino che tanto mi ricordava la mia di scuola. O almeno credevo.

Ruby Nell Bridges

Il razzismo è una malattia da adulti e dobbiamo smetterla di usare i nostri bambini per diffonderla.
Ruby Bridges

Ruby era riuscita a 6 anni a superare il test di ammissione per una scuola elementare… e fin qui direte nulla di speciale. Peccato che la scuola fosse riservata ai bianchi e che fosse stata una sentenza della Corte Suprema ad obbligare la William Frantz Elementary di New Orleans ad accettare la sua iscrizione, facendo rientrare Ruby in un programma di integrazione razziale. Il 14 novembre 1960 fu l’inizio della fine del pregiudizio, o quasi, di quell’orrore che fu l’apartheid in Louisiana, il profondo sud americano.

Così per tutto l’anno Ruby andò a scuola, divisa fra i dubbi di suo padre e la spinta energica di sua madre. Ruby era sola in classe perché tutti si erano defilati, compagni e insegnanti, tranne Barbara Henry quella che divenne la sua maestra bianca. Le minacce non tardarono ad arrivare e Ruby mangiava solo il cibo che si portava da casa e andava a scuola scortata da un manipolo di agenti federali. Persino i bambini l’avevano lasciata sola e quell’anno fu molto duro per lei.

Charles Burks, uno degli US Marshals addetti alla sua protezione, disse di Ruby Bridges: “mostrava un gran coraggio. Non ha mai pianto. Marciava come un piccolo soldato e noi eravamo orgogliosi di lei.”

The Problem We All Live
The Problem We All Live (Il problema con cui noi tutti conviviamo), Norman Rockwell

Fu Norman Rockwell, pittore e illustratore, nel 1964 a fermare su tela tante emozioni: il coraggio di Ruby, la forza della Costituzione, lo scherno e i problemi con cui tutti appunto conviviamo.

In questo quadro c’è tutto dice Armando Spataro, che lo cita nel suo libro “Ne valeva la pena: Storie di terrorismi e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa”: la legge, rappresentata dai federali, l’arroganza di chi ha scritto NIGGER sul muro e ha lanciato i pomodori, ma anche l’orgoglio e il coraggio di chi alla legge crede e va avanti a testa alta come Ruby.

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Ruby Bridges, (la potete trovare su Twitter con il suo nome @RubyBridges) oggi fiera sessantenne e molto attiva nella lotta per i diritti civili e l’uguaglianza razziale è riuscita ad arrivare all’impossibile.

Quasi mezzo secolo dopo ha ricevuto la medaglia President Citizen da Clinton, ha ricevuto una laurea honoris causa ed è stata ricevuta da Barack Obama  (il Primo presidente afroamericano) che ha esposto il suo quadro nell’anticamera dello Studio Ovale alla Casa Bianca.

Non arrendetevi al preGiudizio… E se volete godervi un bel film su questa favola, vi consiglio Disney’s Ruby Bridges!

Marianna Ardu @Amicaweb

Marianna

Aspirante scrittrice...entusiasta e curiosa! Se non sono online, mi troverai con il naso in un libro ;-) Marianna @Amicaweb