Relazione scuola e genitori

di Cristina Rosso

Quando ci si avvicina alla scelta della scuola è ovvio che un genitore si attenda il massimo dell’accoglienza e dell’impegno da parte degli insegnanti e della scuola, ai quali affida l’oneroso compito dell’educazione civica e culturale del propri figli.

Capita che accanto ad atteggiamenti di collaborazione positiva verso la scuola, emergano talvolta comportamenti discutibili e che non sempre contribuiscono alla realizzazione di  un clima sereno e fattivo di buoni rapporti con la scuola.

La scuola, dal suo canto, ha le sue difficoltà di carattere vario, strutturale, economico, pratico e  non sempre riesce ad offrire un servizio all’altezza, tuttavia è necessario  che il rapporto genitori-scuola si svolga in un clima di collaborazione. E’ innegabile che la scuola si trovi frequentemente a far fronte ad atteggiamenti genitoriali quali: l’eccesso di delega alla scuola, l’iperprotezione dei propri figli, l’ingerenza nei confronti degli insegnanti.

L’eccesso di delega alla scuola da parte di diversi genitori, si verifica quando c’è indifferenza verso la vita del proprio figlio a scuola e c’è assenza di qualsiasi rapporto con gli insegnanti.

notaNell’ultimo ventennio, vi è una crescente e diffusa tendenza ad una certa iperprotezione nei confronti dei propri figli che si esplica nell’essere fin troppo assistenziali e, in alcuni casi, nel calarsi nel ruolo dell’“avvocato difensore”, o di “sindacalisti dei propri figli” e non da meno è riscontrabile, soprattutto nei confronti degli alunni più piccoli, un eccesso di assistenza e di sostituzione operativa che limita la loro crescita autonoma mentre per i più grandi, c’è una difesa pregiudiziale che tende a volte a giustificare,  escludere colpe o responsabilità.

Infine, c’è l’atteggiamento dell’ingerenza dei genitori nel lavoro degli insegnanti che viene spesso espressa da parte di genitori di media o elevata cultura con la pretesa  di valutare, giudicare e, anche, correggere gli insegnanti e spesso, cosa grave, questo avviene davanti ai propri figli.

Ma quando ci rivolgiamo ad un medico, osiamo dargli  consigli e formuliamo diagnosi? E quando andiamo dal fornaio gli chiediamo di impastare il pane che consumeremo? Il concetto fondamentale: a ciascuno il proprio mestiere, che fine a fatto? Quale scuola vogliamo?

Queste sono ovviamente benevole provocazioni su cui si invita a riflettere…