Outlet: la nuova frontiera di fare shopping

Per chi ama il mondo della moda, delle grandi firme e dello shopping, sfoggiare abiti dei più grandi e famosi stilisti, ma al contempo non vuole rinunciare al risparmio, la parola d’ordine è senz’altro: OUTLET!

Ma cosa sono realmente e quando nascosto? Facciamo, quindi, un breve excursus sulla nuova concezione di fare shopping…

Sicuramente avrete sentito parlare dei cosiddetti “spacci aziendali”.. Quei locali situati in prossimità delle fabbriche, nei quali venivano venduti, a minor prezzo, prodotti difettosi o avanzi delle collezioni precedenti, con lo scopo di smaltire tutti i prodotti in eccesso, rimasti invenduti. Bene, gli outlet, in realtà, altro non sono che i loro “eredi”. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che da questa sorta di “sgabuzzini”, potesse prender vita un nuovo canale di vendita ed un nuovo metodo per incrementare il fatturato (di tutto rispetto, peraltro..). Insomma, una vera e propria nuova frontiera dello shopping.

I cosiddetti “Factory Outlet Store” sono i precursori di un sistema di vendita dalle sorprendenti potenzialità, che permettono al cliente un notevole risparmio sugli acquisti. Il primo “Factory Outlet Center” risale al 1974, che portò alla creazione di “Vanity Fair”, a Rending, in Pennsylvania (USA). Successivamente questo format sbarcò in Europa, più precisamente in Gran Bretagna, a metà degli anni 80. In Italia, invece, il primo outlet venne realizzato nel 1995 a Saronno (VA) dalla Fifty Outlet Group. Nel 2000, poi, venne inaugurato a Serravalle Scrivia (AL) il primo Factory Outlet Village, realizzato dalla BAA MCArthur Glen. Quello sarà l’inizio di una nuova era nel mondo del commercio e dell’imprenditoria: è la scommessa vincente di chi ha avuto il fiuto e il giusto acume imprenditoriale.

Se da una parte, infatti,  vi è la globalizzazione, che spinge le aziende a produrre sempre di più, dove maggior produzione significa, però, maggior invenduto da smaltire; dall’altro vi è il persistente dilagare della crisi economica. In una fase di incertezze, come quella che stiamo vivendo, una valida soluzione viene offerta dall’outlet: un modo “intelligente”  che, da una parte, permette al consumatore di acquistare beni “griffati” ad un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello originale; dall’altra,  consente al produttore di cercare di smaltire le rimanenze, rimaste invendute, appartenenti a collezioni di campionario o difettose in modo sicuro e controllato. Infatti le aziende, pur vendendo  i prodotti a prezzi decisamente ribassati (dal 30% al 70%) e scegliendo la formula outlet, conservano sulla propria merce il totale controllo. Il negozio, ubicato all’interno dell’outlet, viene infatti, interamente gestito dall’azienda stessa, che ne cura direttamente la progettazione, la formazione del personale addetto, le politiche economica e di vendita. Occorre, altresì, tenere in considerazione il fatto che, colpa del particolare momento storico di crisi economica che il nostro paese sta attraversando, anche i grandi nomi della moda hanno percepito il cambiamento delle abitudini del consumatore. La persistente crisi economica, infatti,  ha sicuramente influito circa la diminuzione del potere di acquisto della famiglia italiana media: complice il buon rapporto qualità – prezzo, l’outlet può, dunque, essere il giusto compromesso per coloro che non intendono rinunciare ad acquistare prodotti di marca, nonostante il doversi “accontentare” di indossare capi e accessori appartenenti a collezioni passate.

Questi “villaggi dello shopping”  sono, in definitiva,  una grande risorsa perché hanno rivoluzionato, in un certo senso, le abitudini di spesa dei consumatori, conquistando fasce sempre più estese di consumatori. Perciò, carte di credito alla mano e… alla ricerca dell’affare perfetto… Buon shopping!

 

Alessia Coleschi