“Ognuno é un genio”, ricordiamocelo!

2 Dicembre 2016

di Roberta Cane

Gli esempi più pratici e ad effetto per spiegare questo fenomeno sono le capacità nel camminare nell’andare in bici. Nessuno nasce con queste abilità, anzi la perfezione dei movimenti viene raggiunta prova dopo prova, errore dopo errore.

Sbagliando s’impara, dicevan i nostri nonni, a discapito delle nostre ginocchia sanguinanti e delle nostre mani con i palmi pieni di piccolissime pietre incastonate nelle bruciature dopo una caduta.
E quanta cura che ci metteva la mamma nel curare le nostre ferite.

L’apprendimento deriva da una nuova esperienza, vi è una modificazione del comportamento, solitamente che rimarrà stabile nel tempo, derivata da un mutuamento delle condizioni ambientali che ci circondano.
Psicologicamente viene definito come una funzione dell’adattamento, lo stimolo da apprendere deve essere connesso alla motivazione esistente nel soggetto.albert-einstein-21

Da un po’ di tempo a questa parte si sente parlare sempre più spesso dei cosiddetti D.S.A., ovvero i Disturbi Specifici dell’Apprendimento: disturbi consistenti in significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica.
Spesso sentiamo nominare dislessia, disortografia, disgrafia o ancora discalculia: tutti termini concernenti difficoltà nell’ambito della lettura, della scrittura e del calcolo.
Nel primo caso i soggetti possono invertire delle lettere o delle sillabe mentre sta leggendo, hanno difficoltà nel distinguere determinati grafemi molto simili ad altri (per esempio “f” e “t”), stessi grafemi ma con orientamento diverso (“d” e “q”) oppure possono commettere ancora omissioni complete di parole o di frasi.

Per quanto riguardi i disturbi invece nella sfera della scrittura i soggetti hanno conoscenza delle regole ortografiche, ma la loro difficoltà sta nel tradurre in forma scritta le parole ascoltate in forma orale.

Oppure i soggetti hanno una difficoltà grafica, la loro scrittura risulta infatti poco comprensibile.
Nella sfera dei Disturbi del Calcolo può invece esserci una mancata comprensione di regole, errori di conteggio o numerazione, una scorretta organizzazione spaziale anche nel calcolo vero e proprio e di conseguenza un errore di procedura e di calcolo.

Fortunatamente, a supporto di questi ragazzi e bambini con D.S.A., è stata approvata recentemente  una legge (n.170/2010) che tutela questi studenti, avviando nelle scuole e nelle università italiane percorsi didattici specifici volti ad aiutare e sostenere gli studenti che soffrono di questi problemi.
Si parla quindi di misure didattiche di supporto, mezzi compensativi (tecnologie) e misure dispensative, adeguate forme di verifica e di valutazione, come ad esempio lasciare del tempo in più per le prove scritte, tempo molto spesso sottovalutato ma che può condizionare completamente l’esito di una prova.

Bisogna credere nelle capacità altrui e supportarle, facendole crescere ed abituando il bambino od il ragazzino ad entusiasmarsi per le cose andate a buon fine!

Albert Einstein affermava: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”

Alla prossima!

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