In questo mondo siamo tutti uguali?

19 Ottobre 2017

di Meri Lolini

A questo quesito rispondo, che siamo tutti cittadini del mondo ed abbiamo tutti diritto a vivere in pace e senza nessuna sofferenza proteggendo ogni minimo angolo di questo pianeta dall’insorgere di conflitti motivati da ragionamenti assurdi. Credo che la prima cosa da combattere sia il pregiudizio razziale ed a questo proposito credo sia opportuno rifarsi al pensiero di Martin H. Fischer:

“ Le lacrime di un uomo rosso, giallo, nero, marrone o bianco sono tutte uguali.”

Il rimpianto, la sofferenza e tutto quello che ci procura dolore è uguale in ogni essere vivente e questo ci accomuna e ci rende uguali anche se di etnie diverse e luoghi di provenienza vari.

Non è pensabile che ci siano luoghi e persone del mondo la cui sofferenza , dovuta a guerre od a persecuzioni sia scontata e quindi considerata che sta colpendo “l’altro” e questo non ci faccia riflettere e pensare che “l’altro “ potremmo essere noi.
In questo periodo in Siria c’è la guerra ed ogni giorno vengono uccise tante persone sia adulte che bambini e quindi dobbiamo concludere che le lacrime di quella gente sono uguali alle nostre e dovremmo immedesimarci in questa cruda realtà e realizzare che:

“ Io sono del colore di colui che viene perseguitato.”
(Alphonse de Lamartine)

Condividendo questo orrore ed essere vicini a questi popoli vittime di persecuzioni sia razziali che di religione.Il razzismo è un crimine che è stato perpetrato dall’essere umano in vari periodi storici, con motivazioni diverse sempre e generando sempre situazioni catastrofiche di grandi entità.

In questo pensiero di Victor Vieira Lopes viene espresso in modo efficace cosa si intenda per razzismo:
“Il razzismo è una forma di vandalismo che invece che danneggiare le città danneggia le persone di tutte le età”
E’ un modo di accanirsi verso dei gruppi persone, che ci sembrano diverse sia per colore della pelle che per il modo loro di ragionare e risulta una minaccia continua verso i popoli vittime di questo odio in virtù di una supremazia del persecutore.

“Il razzismo è la più grave minaccia dell’uomo verso l’uomo – il massimo di odio con il minimo di ragione.” (Abraham Joshua Heschel)

E’ doveroso cambiare modo di pensare e tendere ad essere cittadini del mondo, solo così condivideremo con ogni persona la nostra quotidianeità e cercheremo di rendere “vivibile “ogni angolo remoto della terra e saremo così tutti uguali ed appartenenti ad un unico insieme chiamato “ Razza Umana”.

Albert Eistein si esprime a questo proposito con questa frase:
“ Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana.”

In conseguenza è doveroso essere accoglienti con le persone che vivono realtà durissime di sopravvivenza in conseguenza di guerre e persecuzioni e contribuire ognuno nel suo piccolo per costruire un mondo meno ingiusto e più equo per tutti i suoi abitanti.

Concludo queste mie considerazioni citando uno slogan dell’UNICEF che recita:
“Se chiudi con il razzismo ti si apre un mondo.”
E’ quello il tipo di mondo dove dovrebbe vivere tutta la sua gente.