Il mondo dei più piccini: La Golpe e il Lupo

1 Febbraio 2017

di Lucia Tremiti

LA góLPE E IL LUPO

C’era una volta una gólpe e un lupo che insieme se ne andavano a zonzo per la campagna per cercare qualcosa da mettere sotto i denti.
Erano culo e camicia.
Dopo aver molto girato senza aver trovato niente la gólpe disse al lupo: – Lupino, sento avveligiόne, vieni con me a mangià’ qualcosa?
Il lupo acconsentì dato che la fame caccia il lupo dal bosco.
E siccome allo schiamazzo del gallo si desta la gólpe si diressero tutti e due verso un pollaio anche se il lupo sogna le pecore e la gólpe le galline.
Trovarono una fessura nella rete e vi ci si imbucarono tra gli schiamazzi delle povere galline impaurite.
Iniziarono a mangiare i pennuti coll’imbúto e mangia, mangia, mangia, le pance gli divennero grosse come due palloni.Nuovo Documento di Microsoft Office Word (2)-000
La scaltra gólpe però ogni tanto provava a passare dal buco della recinzione per vedere se sarebbe potuta poi uscire.
Il lupo invece  di questo non si preoccupava e poco dopo, tutto spaparacchiato, s’addormentò dentro al pollaio.
Tra ’l lusco e ’l brusco sopraggiunse urlando  la massàia con un ranzagnòlo in mano.
La gólpe poté uscire dalla fessura e scappare via rapida come il vento, mentre il lupo nel fuggire si incastrò perché il suo corpo non passava più.
La massàia lo agguantò e gli affibbiò  un sacco di botte e a pedatoni lo cacciò via mezzo morto.
All’imbrunire il lupo, tutto ’ntronàto dai colpi presi, se ne andava in giro a trampellόni pieno di mòre, mentre la gólpe si era messa a ghiàce dietro ad un pagliaio e s’era abbiòccata.
Quando la gólpe sentì arrivare il lupo gli sembrò un catòrcio.
Svelta fermò subito una contadina che passava a pipa di cocco  tornando dal mercato da vendere la ricotta. – Buona donna mi dareste un po’ della vostra ricotta che vi è rimasta? – chiese la gólpe.
La donna mossa a compassione gliela dette e la furbona velocemente se la spalmò in testa.
Al sopraggiungere del lupo la gólpe gli fece la barba e ’l contropelo, facendogli credere che a lei la massàia con il ranzagnòlo aveva sbucciato il cervello. Disperata fingeva di soffrire.
– Ahi! Ahi! –  rispondeva il lupo. – Ho le ossa tutte rotte!
– Codeste so’ cazzabúbbole! – disse la gólpe toccandosi la testa. – Guarda me che ho le cervella tutte di fuori!
Il lupo intanto, sentendo i suoi di mali, si lagnava e lei  bugiarda gli faceva eco: – Pietro male e Paolo peggio!
Si incamminarono insieme verso il bosco.
La strada però era in salita e, ad un certo punto, la gólpe stanca di camminare chiese al lupo: – Lupino, sono così strόnca, mi monteresti a saccacéci?
Il lupo anche se lamentandosi acconsentì e mentre si dirigevano verso il fitticchiúme22 la gólpe canticchiava facendo la coglionella:

Saliremo piano piano
che lo strόnco porta il sano!