Il miracolo della vita

di Meri Lolini

Il sorriso di un bambino che con il suo sguardo ti coinvolge, ti regala la speranza di vivere e la consapevolezza del miracolo della vita.

Sì la nostra esistenza che deve essere onorata, con comportamenti che rispettino in ogni momento il nostro prossimo e ci rendano degni di sentirsi parte di questo insieme, chiamato umanità.

Meri Lolini
Meri Lolini

I nostri figli ed i nostri nipoti sono i miracoli della nostra famiglia e con questa convinzione dobbiamo indirizzare il nostro sguardo verso i nostri simili e mai ignorare le sofferenze altrui.

Ricordiamoci  della parabola del buon samaritano che ci ricorda quanto aiuto possiamo dare ai nostri simili con la misericordia e la compassione, condividendo le varie realtà che possono accadere.

Così si esprime Romano Battaglia:  “I miracoli sono sull’uscio di casa. Basta saperli accogliere come fiori sbocciati in un deserto di sabbia. Sono fatti di amore, chiarezza e speranza.”

Riflettendo su questo pensiero credo che sia doveroso dare sollievo a chi soffre, a chi è vittima di guerre, a chi fugge da persecuzioni e condizioni di vita disumane.

La vita su questo pianeta deve essere accordata affinchè gli strumenti di tutti i popoli possano suonare insieme per poter cantare una canzone spensierata per tutti, questo è l’obiettivo che è necessario raggiungere. E’ necessario che i popoli si accordino affinchè il direttore d’orchestra possa dirigere questa opera necessaria per l’umanità.

Ecco cosa dice Samuel Butler: “La vita è come la musica; deve essere composta con orecchio, sentimento, ed istinto, non con le regole.”

L’istinto della compassione e della condivisione ci deve guidare per scrivere lo spartito di questa canzone intitolata: Umanità.

Il miracolo della vita non può essere sacrificato dall’egoismo e dal qualunquismo che spesso genera la paura dell’altro. L’altro che ci può sottrarre i nostri beni, l’altro che ci può indebolire, l’altro che non è come noi e quindi deve essere mantenuto lontano con confini murati.

E’ la paura dell’altro che ci fa chiudere il cuore e la mente, rendendoci aridi e crudeli.

A questo punto vorrei proporre il pensiero di Albert Eistein:”Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l’altro come se tutto fosse un miracolo.”

Questa è esortazione a vivere in modo gioioso, condividendo la nostra sorte con l’altro per non tradire la natura dell’umanità.

Il confronto delle tradizioni dei tanti popoli ha come conseguenza una crescita ed un arricchimento, che ci renderà liberi perché ci conosceremo e non ci sarà più la paura dell’altro. Siamo in preda alla paura quando non conosciamo la situazione che stiamo vivendo e quindi solo conoscendoci, sconfiggeremo la paura.

L’umanità possiamo immaginarla come una tela dove ci sono tante pennellate di tanti colori, che la rendono vivace e policromatica e così la nostra vita può avere le tinte varie delle varie scelte che abbiamo fatto.

Anche Dannye Kaye si esprime così:” La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.”

L’umanità l’abbiamo pensata sia come un’orchestra che come una tela. Entrambe sono manifestazioni artistiche che ci danno la grande possibilità di riflettere, sia quando si ascolta un brano musicale, che quando si ammira un dipinto. Ora è il momento di arricchire sia l’opera musicale che quella pittorica con un nostro contributo personale che migliori la nostra condizione di persona nei confronti del nostro prossimo.

Con questa citazione di Paulo Coelho concludo questo mio pensiero: “Nessun giorno è uguale all’altro, ogni mattina porta con sé un particolare miracolo, il proprio momento magico, nel quale i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle.”

Auguro di illuminare la nostri notti mentali con le tante stelle che saremo in grado di creare.