Magicamente arroccata, la Sacra di San Michele

di Andrea Frullini

 

Più spesso di quanto si creda, i luoghi degni d’interesse vicino al posto in cui viviamo sono gli ultimi che visitiamo. E’ un po’ un classico ripromettersi di andare a vedere una certa abbazia o visitare il tal museo, e poi procrastinare perché sono sempre lì, a nostra disposizione. Al contrario quando ci si trova in un paese estero o in un’altra regione, coscienziosamente cerchiamo di visitare tutto ciò che può essere interessante, riempiendo i nostri occhi d’immagini e memorizzando nozioni che pian piano perderemo.

Vivendo in Italia, così ricca di capolavori artistici, architettonici e paesaggistici è facile trascurare tantissime cose degne di essere osservate con la giusta attenzione. E’ questo il caso della Sacra di San Michele, una splendida abazia che, forse, coloro che vivono nei pressi di Torino, danno un po’ per scontata e che invece merita più di una visita.

smic_Img050a_la Sacra di San Michele_bigQuest’abbazia è un pregiato complesso architettonico fondato tra il 983 e il 987 sulla sommità del monte Pirchiriano, all’imbocco della val di Susa. San Michele nella tradizione cristiana è un arcangelo venerato, in quanto difensore del popolo cristiano, e il culto per questo santo si sviluppò e si diffuse nelle regioni mediterranee in seguito all’espansione del cristianesimo. Così sorse nel V secolo, il Santuario di San Michele a Monte Sant’angelo, sul promontorio del Gargano, il più noto e antico luogo di culto micaelico, da esso seguirono altri numerosi monasteri costruiti quasi sempre su promontori, o comunque luoghi elevati per venerare gli angeli e in particolare San Michele. Infatti, nel 708 sulle coste della Normandia, fu eretto un altro santuario per il culto di San Michele, su un isolotto nel delta del fiume Couesnon, Mont Saint Michel appunto.

La Sacra di San Michele appare fin da lontano particolarmente suggestiva, svettante dalla cima del monte richiama idealmente i due insediamenti micaelici, quello del Gargano e quello francese, e si trova al centro di una significativa via di pellegrinaggio (che unisce idealmente i due santuari) lunga più di due mila chilometri. Sul monte Pirchiriano alla fine del X secolo, in un eremo predisposto per la sacralità, San Giovanni Vincenzo iniziò una vita da asceta e sul finire del 900 un ricco nobile, il conte Ugo di Montboissier, a titolo di penitenza per ottenere l’indulgenza papale, cominciò la costruzione dell’abbazia. La sua edificazione, proseguì poi grazie all’opera dei monaci benedettini, che ne fecero un punto di sosta per i pellegrini e un centro culturale internazionale. Fino al 1300 la Sacra visse il suo periodo più fulgido, in piena autonomia e indipendente dall’autorità temporale, sotto la guida degli abati benedettini. Seguirà circa mezzo secolo di decadenza, per poi vedere la chiusura del monastero nell’anno 1622, per ordine di Papa Gregorio  XV su suggerimento del cardinale Maurizio di Savoia.

Per quasi due secoli, questo mirabile monastero fu quasi abbandonato, finché venne offerto da Re Carlo Alberto di Savoia, nel 1836, a padre Antonio Rosmini fondatore dell’Istituto dalla Carità.

Oggi la Sacra di San Michele vive un nuovo florido periodo, grazie all’attenzione di enti pubblici e privati. Per opera  delle Sovrintendenze, della Regione e di numerosi volontari, questo splendido monastero gode della giusta valorizzazione, dei necessari interventi di tutela e di restauro. Visitare questo luogo di culto è particolarmente suggestivo, si respira in ogni sua parte la sacralità e il misticismo che per secoli hanno pervaso il luogo; il sepolcro dei monaci, oggi più che altro un rudere, induce il visitatore a una contemplazione dell’infinito, ponendo lo spirito al centro del percorso esistenziale. Particolarmente apprezzabili sono la Torre della Bell’Alda, la vetrata dell’altare e la famosa Porta dello Zodiaco, che con il suo pregevole colonnato conduce al piano di base della chiesa. Sarà impossibile, non restare affascinati dallo Scalone dei morti, con le sue rocce affioranti o davanti al Grande affresco dell’Assunzione di Secondo Delbosco. Raggiungere la sacra di San Michele, è un’esperienza che arricchisce, oltre ad essere una bella escursione (se si decide di raggiungerla a piedi, e quindi fare una bella camminata). Oltre alla splendida visita dell’abbazia, è possibile ammirare uno dei panorami più emozionanti, e l’atmosfera che si respira, induce il visitatore a porre l’attenzione sugli aspetti più contemplativi e significativi dell’esistenza umana.

Per informazioni sugli orari di apertura, costi dei biglietti ed eventi www.sacradisanmichele.com