… ma di baci saziami!

Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai…” inizia così, con queste splendide parole, una delle più toccanti poesie d’amore di Pablo Neruda: Il Bacio.

Il bacio è uno dei gesti più complessi, dell’esistenza umana. E’ un atto che può avere diverse connotazioni e secondo i modi con cui è esercitato, può assumere innumerevoli valenze. Baciare, in fondo, è qualcosa di sostanzialmente semplice: le labbra si appoggiano con una leggera pressione, chiuse o dischiuse, sulle labbra o su qualunque altra parte del corpo, del soggetto cui è indirizzato il bacio, e il gioco è fatto. Da quell’istante scaturiscono sensazioni, da entrambi i soggetti, che possono essere le più svariate possibili. Un bacio, può assumere diversi significati secondo il modo con cui è dato e il contesto in cui è espresso. Si può certamente affermare che è una delle più forti forme di comunicazione ed espressione dei sentimenti dell’essere umano.

Con esso possiamo manifestare passione, amore, affetto, indifferenza, desiderio, trepidazione, noia e quant’altro. E’ un gesto tra i più celebrati, nell’arte pittorica è impossibile non ricordare quadri celebri come quelli di Hayez o Klimt (forse i più noti) ma anche di Picasso o Munch; è talmente univoco e forte, l’atto di baciare, che Rene Magritte lo descrisse con due amanti incappucciati nel suo celebre Les Amants.

Nella scultura non si può non ricordare l’opera di Rodin (Il Bacio, è vero, la ricordiamo tutti, ma provate a dare un’occhiata a Eterna giovinezza, vi accorgerete subito di quanta sensualità e trasporto, il freddo marmo riesce a descrivere se trattato da mani capaci), più stilizzata e scevra da tutto ciò che è superfluo l’opera di Brancusi, sempre intitolata Il Bacio, che con pochi tratti distintivi, riesce a descrivere tutta la magia che due persone riescono a creare appoggiando semplicemente le labbra le une sulle altre.

Persino nell’arte dolciaria il bacio ha ispirato creazioni quali i Baci di Dama o gli intramontabili Baci Perugina, e nel campo dei maestri gelatieri ormai si è solidamente affermato il gusto Bacio, connubio tra cacao e nocciola, volto a replicare un legame stretto, passionale e languido come solo due labbra riescono a creare.

Celebrato anche nel campo della musica, innumerevoli sono le canzoni che hanno utilizzato l’atto del baciare per raggiungere il successo, da Kiss di Prince a Il tuo bacio è come un rock e 24000 baci di Celentano, dalla bellissima Baci da Pompei di De Gregori a Baciami ancora di Jovanotti, ma anche composizioni pianistiche come Kiss the rain di Yiruma a Il Bacio di Giovanni Allevi.

Baciare qualcuno, in pratica, ci procura sensazioni di benessere, a livello fisico ed emotivo, e innesca una serie di reazioni chimiche utilissime per l’organismo. Quando si bacia, con trasporto e passione, qualcuno che ci attrae, o ancora meglio, che amiamo, i livelli di ossitocina e cortisolo cambiano, provocando una diminuzione dello stress; in più i vasi sanguigni si dilatano, quindi il cervello beneficia di un apporto maggiore di ossigeno, il battito cardiaco aumenta e i respiri si fanno irregolari.

Con lo scambio di saliva, c’è un trasporto di virus, batteri e funghi che rinforzano le nostre difese immunitarie, oltre al passaggio di testosterone da parte dell’uomo, che aumenta il desiderio. Durante un bacio appassionato si calcola che siano spese da 6 a 26 calorie per minuto, il cuore pompa più sangue, quindi anche un’utile ginnastica per il nostro muscolo cardiaco; inoltre durante questa piacevole pratica, si utilizzano 29 muscoli del viso, in definitiva un’ottima prevenzione per il formarsi delle rughe.

Il primo bacio non si scorda mai recita un antico detto popolare e in effetti, è difficile che si possa dimenticare un passo così fondamentale della nostra vita. Anche se è facile ricordare il primo che abbiamo dato, è impossibile ritrovare i ricordi della prima volta che qualcuno ci ha baciato, quello che ognuno di noi ha ricevuto nei primi istanti della sua esistenza, dalla propria mamma, mentre ci stringeva e ci donava con quell’atto, il migliore innesco ad affrontare la vita, rivelandoci così, che non eravamo soli. Non possiamo ricordarlo, ma sicuramente nell’inconscio tratteniamo ancora le sensazioni, che quelle due labbra amorevoli ci hanno dato.

Il bacio ha un potere taumaturgico, riesce perfino a risvegliare fanciulle addormentate vittime di perfidi incantesimi, e anche Walt Disney preferì affidarsi ad esso, per ridestare Biancaneve nella sua celebre versione cinematografica, cambiando il finale originale dei fratelli Grimm. In effetti, è più efficace di una medicina, come sanno bene tutti i bambini del mondo quando affidano la guarigione della “bua” a un tenero schiocco delle labbra della mamma.

Se nei tempi andati si trepidava in attesa della lettera dell’amata, che presumibilmente poteva riportare al fondo del foglio, il calco di rossetto delle due labbra, oggi che il nostro modo di comunicare è sempre più veloce e digitalizzato, spesso affidiamo i nostri baci a simboli o emoticon, inviati e spediti con gli smartphone. E così si scopre che tra le “faccine” più utilizzate troviamo Kissing heart, quella, per intenderci, che manda un bacio con il cuoricino. Una sorta di sublimazione, che ha il pregio dell’immediatezza, che consente anche ai più timidi uno slancio (seppur virtuale) passionale, e che in fondo ci pone al riparo da un’eventuale ritrosia da parte del destinatario.

Una volta inviato il nostro bacio, anche se digitale, raggiunge sempre e comunque la persona desiderata, e lei immancabilmente lo deve accettare. Non è il caso di stigmatizzare, o demonizzare i nuovi comportamenti, spesso dettati da esigenze di velocità e frenesia, agevolati dall’informatizzazione. Spediamo, quindi, faccine e labbra rosse, per mandare idealmente il nostro affetto, ma ricordiamoci comunque che le labbra, quelle vere, hanno una sensibilità 200 volte superiore alla punta delle dita, con le quali premiamo i tasti del telefonino…

Surrogare con la tecnologia quello che vorremmo realizzare di persona è naturale, si fa anche per esigenze pratiche, ma ogni tanto è bello mandare un bacio al vento e nutrire la speranza che il destinatario dei nostri sentimenti sarà da esso, immancabilmente, raggiunto.

 

Andrea Frullini