L’obesità

17 Ottobre 2017

L’obesità non è un problema esclusivamente estetico, ma una patologia clinica.
Secondo i dati Istat le persone obese ammontano al 10% della popolazione adulta.
Fortunatamente in Italia abbiamo un valore tra i più bassi del contesto europeo, ma comunque da non sottovalutare visto che comunque si tratta di circa 6 milioni di persone.

Nel nostro Paese l’obesità aumenta dopo i 35 anni, sia per gli uomini che per le donne, con differenze di genere a svantaggio degli uomini.

Nei Paesi sviluppati l’obesità non interessa tutta la popolazione in ugual misura.
Non a caso nelle società occidentali è più diffusa nei quartieri più degradati e poveri, dove i livelli d’istruzione e reddito sono più bassi.

Il reddito e il potere di acquisto familiare finiscono con l’influenzare i comportamenti alimentari dal momento che gli alimenti più ricchi di zuccheri e grassi spesso sono economici, “appetitosi” e convenienti.

Spesso nell’aumento sproporzionato del peso, la psiche ha un ruolo fondamentale, perché gli obesi mangiano come risposta a tantissime situazioni di stress o dispiacere quindi sviluppano una vera e propria dipendenza dal cibo, di conseguenza, ingrassano senza aver risposto ai propri bisogni.

Inoltre, l’obesità complica la vita di relazione.
Molte persone obese si sentono spesso frustrate, con una bassa autostima e incapaci di suscitare interesse. La maggior parte, per evitare ulteriori rifiuti, conduce una vita solitaria, che non fa che alimentare la voglia di cibo.