Lettera aperta a chi parteciperà al Jazzit Fest #4

Cumiana [TO], 22 giugno 2016

Cari amici, buona giornata. Ci siamo. Mancano poche ore al Jazzit Fest e voi tutti che parteciperete con una ‘Residenza Creativa’ – musicisti, promoter, discografici, fotografi, creativi, intellettuali, direttori artistici, blogger, educatori, etc – siete attesi dalla comunità locale di Cumiana con grande eccitazione, emozione, timidezza e gioia profonda; perché vi si aspetta non esclusivamente come artisti performer, ma come mentor, come educatori, come esponenti del mondo della cultura e dell’arte, che possano stimolare un nuovo e migliore futuro per la città e per le nuove generazioni.

Tutti voi mentor, che siete oltre trecento e che state arrivando da tutta Italia [da sedici regioni] e da tutto il mondo [Brasile, Stati Uniti, Lussemburgo, etc], state per vivere un’esperienza fuori dal comune e dall’ordinario, unica e diversa. E vi spiego il perché. Come ben sapete, il Jazzit Fest non è un festival tout court: perché al Jazzit Fest non si partecipa per suonare, ma per condividere una ‘Residenza Creativa’ di tre giorni, mettendo a disposizione degli altri amici o colleghi le proprie competenze, la propria creatività e il proprio amore per la musica e per l’arte; perché nessuno vi ha invitato a partecipare; perché ciascuno di voi ha voluto esserci, spiegando pubblicamente il perché; perché ognuno di voi, al Jazzit Fest, con la propria partecipazione, vuole dimostrare che la musica, e il jazz, sono un fatto sociale oltreché artistico; perché sarete presenti dopo aver condiviso una ‘Carta dei Valori’ e dopo aver compreso i nostri princìpi etici. Ci tengo a dire una cosa.

L’intera comunità locale di Cumiana – circa ottomila abitanti – vi sta aspettando dopo un anno di lavoro e di preparazione, che ho avuto l’onore e il privilegio di condurre. E non c’è abitante che non stia dando qualcosa: la propria casa, la propria cucina, la propria macchina, il proprio tempo, i propri figli-volontari, nonchè sedie e sgabelli, forchette e vino, micro-donazioni e passione.  jazzit2

I cittadini con grande altruismo stanno togliendo tempo al lavoro, alla famiglia e agli amici, perché sanno che il Jazzit Fest non è un festival jazz come tutti gli altri, ma una grande occasione per sentirsi uniti, capaci, importanti e migliori. A tal proposito sappiate, come da contratto partecipativo controfirmato, che non dormirete in hotel, perché a Cumiana non ci sono tali tipi di strutture, ma avrete qualcosa di più nobile; meriterete l’ingresso nelle case degli abitanti del paese, perché oltre sessanta famiglie hanno deciso spontaneamente di accogliervi nelle proprie abitazioni private offrendovi il privilegio di condividere i loro beni più preziosi: la casa, i ricordi e l’intimità.

E il gesto di ospitalità e di accoglienza di questi abitanti va premiato e onorato, perché è il simbolo più alto della civiltà e della cultura che possa esprimere una qualsiasi comunità locale. Certo, ci sono anche imprenditori dell’accoglienza, titolari di B&B e agriturismi della cittadina (tutti a dire il vero, ma pochi a livello numerico) che hanno offerto gratuitamente qualche stanza, ma il 90% di voi vivrà all’interno di abitazioni private; come quella di Nonna Paolina, che ha settantotto anni, e che è curiosa di condividere con voi la sua grande passione: il merletto; e come quella di Anna, che ha pitturato casa per l’occasione.

Ciò significa anche attendersi qualche disagio, perché non avrete suite, ma ambienti condivisi e magari sottratti ai figli, nonchè vivere tre giorni senza continental breakfast: ma questo è il nostro valore più profondo; e chiunque di voi dovesse sentirsi imbarazzato, o a disagio, sappia che avrà tutta la libertà di disdire la sua presenza. E poi ci sarà la Pro Loco Cumiana, che erogherà il servizio di ristorazione, raccontando il territorio e selezionando le materie prima a filiera corta; il CISV Torino, che si occuperà di ristoro e di sovranità alimentare, e che destinerà i ricavi per scopi benefici; MacBun, agrihamburgheria Slow Food, e infine i ristoranti, le pizzerie e i bar che in queste ore si stanno preparando per garantire la migliore ospitalità.

Il programma del Jazzit Fest #4 sarà così strutturato: tre giorni di turismo culturale a fianco di guide locali [dalle ore 10.00 alle ore 15.00]; di workshop, masterclass, laboratori di musica per bambini e cinema per i più piccoli [dalle ore 15.00 alle ore 18.00]; e poi i tanti showcase, gli house concert, gli happening, etc [dalle ore 18.00 fino a tarda notte]; e infine ci saranno una quindicina di case che si trasformeranno per l’occasione in studi discografici, stazioni radiofoniche, set per interviste, laboratori televisivi e cinematografici: case aperte 24h su 24h, e quindi luoghi di aggregazione e di scambio di creatività.

Insomma cari amici, qua siamo tutti volontari: non ci sono contributi pubblici e non ci sono ingressi a pagamento, e per il sottoscritto sarà una follia rientrare nei costi, anche perché il 40% delle donazioni raccolte attraverso la nostra BANCA DI SVILUPPO CULTURALE [ebbene sì, abbiamo fondato una banca ideale, con tanto di assegni] sarà destinato alla comunità locale per la fondazione di una ‘Casa Civica della Musica’. Siamo a vostra totale disposizione, ma preparatevi anche a vivere tra possibili disagi; e quindi sarà necessario che ognuno di voi sia in grado di essere quanto più autosufficiente e capace di risolvere i propri problemi con un sorriso.

E sia chiaro: prendetevela con me per quasiasi tipo di inconveniente, e non con i tanti volontari che da un anno stanno facendo di tutto per far sì che le cose vadano bene. E quando entrerete nelle abitazioni in cui verrete ospitati, abbracciate coloro che vi hanno accolto: sarebbe un gesto di generosità che rimarrebbe impresso nella memoria collettiva per sempre. Insomma, il senso del Jazzit Fest è la condivisione di un’esperienza che ha meritato una good practice europea dal titolo ‘Culture Shapes The Smart City’, la buona pratica #laculturachevince, il patrocinio del Comitato Giovani UNESCO, Legambiente e ICCROM. Grazie ancora e vi aspettiamo con grande emozione.

Sia chiaro: non sono un direttore artistico [che parola noiosa] ma sono solo un aggregatore di simili, un facilitatore e un softwarista di un processo sociale, culturale ed economico a cui ho dato il nome di CIVITATES. Siate predisposti a vivere l’esperienza con gioia e passione; siate partecipativi; siate cordiali; siate felici e aperti a raccontare il vostro straordinario lavoro agli abitanti; siate curiosi; siate ascoltatori dei vostri colleghi.

Buone cose, grazie ancora per tutto.

A prestissimo, Luciano Vanni

 

Vanni Editore Srl / info@jazzitfest.it – info@vannieditore.com