Le prove del tradimento? Sono tutte dentro lo smartphone.

di Marianna Ardu

Le applicazioni contenute nel nostro smartphone sanno tutto di noi, anche se abbiamo l’amante!
A chi scriviamo, dove andiamo, quante telefonate riceviamo… Meglio di una ricetrasmittente per scoprire i fedifraghi, c’è solo il cellulare!
Fedele compagno di vita, il nostro smartphone sa sempre tutto quello che facciamo, ed allora diventa una grande tentazione per chi ha dei sospetti sul nostro conto.
Questo è quanto emerge dal Report Anstel 2019 sull’utilizzo dei cellulari e delle applicazioni mobile.

[www.anstel.it]
Report Anstel sulla telefonia e le coppie
Non ci va molto per costruirsi un’identità parallela su Instagram o Facebook ed infatti molte persone utilizzano degli account falsi, sia per agire indisturbati che per cercare di mettere alla prova il proprio partner tramite illecite “attività di spionaggio”.
Possono sembrare casi estremi, ma in realtà molte più persone di quelle che potremo immaginare usano nickname falsi per testare online la fedeltà del partner o per agire indisturbati.
In alcuni casi questa ossessione di controllo arriva ad essere trattata negli ambulatori specializzati in dipendenze comportamentali.
Talvolta i segreti rivelati dalle app possono portare a rotture definitive, come dimostrano i dati degli Avvocati Matrimonialisti Italiani che indicano WhatsApp come prova riconosciuta e messa agli atti nel 40% delle cause di separazione in Italia.
C’è anche chi usa un doppio telefono o utilizza messenger alternativi come Telegram o altri per non farsi “beccare”, ma in questo caso è chiaro che ci sia motivo di preoccuparsi perché l’atteggiamento del partner è chiaramente compromettente.
Infatti, anche senza profili falsi, molte persone si accorgono anche dei like, dei commenti e delle abitudini che vengono lasciati sui social media dal proprio partner.
Spesso le mogli e i mariti dubbiosi, si limitano a dare un’occhiata alla cronologia di Google Maps o delle applicazioni sportive del partner, soprattutto perché la geo-localizzazione mostra tutti i luoghi che il nostro lui o la nostra lei hanno certamente visitato.
In alcuni casi i partner possono commettere reati senza neanche saperlo, perché molte App che vengono pubblicizzate per “spiare” o “controllare” i telefoni sono illegali; si tratta infatti di vere e proprie “violazioni della privacy” come dimostra una delle ultime condanne ad un marito salernitano che aveva installato un’applicazione spia sul telefonino della moglie.
Il reato di “interferenza illecita nella vita privata altrui” è infatti punibile con un’incarcerazione che va dai 6 mesi ai 4 anni.
Insomma, anche se gli smartphone ci hanno semplificato di molto la vita… Sono tante le ansie e i tradimenti che hanno generato, per questo sono nati anche dei veri e propri manuali come quello di Giacomo HawkMan.

“Finchè Social non ci Separi” è un libro basato sulla sua esperienza di scambio cellulari fra coppie (phone swapping) che racconta tutti gli stratagemmi utilizzati dai traditori seriali!