Le prescrizioni mediche diventano elettroniche: ecco cosa cambierà.

di Andrea Frullini

Sembra proprio che si sia giunto al tanto atteso momento della smaterializzazione della ricetta medica. A dirla così, può sembrare la presentazione di un gioco di prestigio, invece è il risultato della nuova normativa che disciplina la circolarità nazionale della ricetta dematerializzata.

Dal 1° marzo 2016 questa normativa, approvata lo scorso novembre e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.303 del 31 dicembre 2015, diventa efficace; in pratica la classica ricetta cartacea di colore bianco e rosso, che il medico di base ci forniva, dovrebbe scomparire in luogo di una ricetta “elettronica”. La procedura sostanzialmente rimarrà la stessa: il paziente si recherà dal medico e, dopo diagnosi e valutazioni, quest’ultimo invece di stampare la ricetta si collegherà tramite il proprio computer a un portale dedicato, dove compilerà una ricetta telematica (dall’aspetto visivo identico a quella cartacea).2

Questa ricetta riporterà un numero ad essa associata (il Nre, numero ricetta elettronica), al quale sarà associato il codice fiscale del paziente. A questo punto il medico dovrà stampare un promemoria della dimensione di un foglio A5, che tramite un codice a barre, riporterà la nostra prescrizione attraverso un sistema informatico online, e consegnarlo al paziente.

Quindi il malato si recherà in farmacia, e tramite la lettura del codice a barre posto sul promemoria, il farmacista individuerà la prescrizione relativa. L’obiettivo è che, una volta raggiunta la piena operatività, sparirà anche la stampa del promemoria.

Questo sistema sarà gradualmente esteso anche per le prescrizioni di esami e visite specialistiche. Gli obiettivi che si vogliono raggiungere, con questa nuova procedura sono molteplici: la realizzazione di misure di appropriatezza delle prescrizioni, la sorveglianza epidemiologica e la farmacovigilanza. La riduzione dei tempi di consegna (in futuro si potrà evitare di recarsi dal medico, soprattutto per quelle ricette ripetibili, che potranno essere trasmesse per via telematica al sistema centralizzato), la diminuzione di eventuali frodi o falsificazioni, infatti, dovrebbe aumentare la tracciabilità delle ricette.

A oggi tutte le farmacie e i medici, tecnologicamente possono trasmettere al MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) i dati delle ricette erogate durante l’anno, circa 600 milioni, ma in maniera asincrona; tramite la ricetta dematerializzata, si ambisce a rendere sincrone tutte le attività di prescrizione da parte dei medici e di erogazione da parte delle farmacie, e non ultimo l’affrancamento dal materiale cartaceo.

E’ opportuno precisare che per il primo periodo di “collaudo” del nuovo sistema, si rende necessaria l’esistenza del cosiddetto “promemoria”, così da poter recuperare la prescrizione, anche a fronte di eventuali malfunzionamenti del sistema. E’ bene precisare che, fino alla fine del 2017, sono escluse da questo sistema di ricetta elettronica alcune medicine, come l’ossigeno, i farmaci con piano terapeutico Aifa, gli stupefacenti e le prescrizioni a erogazione diretta in continuità assistenziale.

Altra prerogativa apprezzabile è che la ricetta elettronica, varrà su tutto il territorio nazionale, consentendo così all’assistito di poter ritirare il proprio farmaco in qualunque regione, anche al di fuori di quella di residenza. Le farmacie, quindi, tramite il tesserino sanitario potranno applicare il ticket della regione dell’interessato. Saranno poi le regioni a scambiarsi le informazioni sui medicinali prescritti e a procedere con i rimborsi compensativi.