Le fiabe e l’immaginazione del bambino

23 Dicembre 2016

di Roberta Cane

I pensieri volano indietro di diversi anni oramai, a quando con estremo entusiasmo ci si infilava di fretta e furia sotto le coperte in attesa dell’arrivo della mamma o del papà con un meraviglioso libro di fiabe in mano. Personaggi fantastici, storie avvincenti per i maschietti e di principesse per le femminucce, il cattivo di turno che ostacola nelle gesta il protagonista…

Quanti bei ricordi sopraggiungono alla mente!
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Le fiabe costituiscono un aiuto fondamentale nello sviluppo psicologico dei bambini, dando il loro contributo in diversi ambiti: linguaggio, socialità, affettività.
Il bambino, ascoltando la fiaba letta ad alta voce, ha la possibilità infatti di imparare nuovi vocaboli, tempi verbali e formule di rito (per esempio il classico “C’era una volta… o il E vissero tutti felici e contenti) che potrà introiettare, fare propri ed utilizzare in un secondo momento nelle attività quotidiane.
L’aspetto affettivo ed emotivo viene invece stimolato dalla possibilità di immedesimazione in uno dei personaggi della fiaba e il possibile attaccamento positivo provato nei suoi confronti. È molto importante non prediligere solo storie con una trama positiva, anzi non bisognerebbe porsi dei limiti: le storie negative, con personaggi cattivi o con eventi di lutto aiutano il bambino a vivere delle emozioni molto forti ma sempre in modo indiretto. Non bisogna aver paura di traumatizzare il proprio figlio, lo si aiuterà invece a vivere l’evento in seconda persona e soprattutto in presenza di un adulto. Questo gli sarà di aiuto quando, da adulto, dovrà affrontare delle situazioni problematiche.
Per quanto riguarda la socialità, invece, il bambino imparerà a conoscere, ed in seguito apprendere,  diverse modalità di relazione tra le persone: positive quando si tratta di personaggi alleati per un unico obiettivo oppure quando vi sono storie d’amore alla base; negative quando gli attori della fiaba si scontrano esibendo aggressività, gelosia o vendetta.
Il finale della storia infonderà invece un senso di speranza nel bambino, potrà capire che con l’impegno e la costanza sarà possibile ottenere ciò che più si desidera.

La stimolazione dell’immaginazione nei bambini è attività di fondamentale impotanza, ma non dobbiamo dimenticare quanto sia basilare anche nell’età adulta. Permettiamoci ancora oggi una bella fiaba, che sia in un libro, in un film al cinema o in uno spettacolo teatrale.
Non fermiamo la creatività e la fantasia!

Gilbert Keith Chesterton, scrittore e giornalisti dei primi del Novecento, affermava. “Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”.

Alla prossima!