Il lavoro dello scrittore

10 Gennaio 2017

di Daniela Bardelli

In ogni civiltà e in ogni tempo sono esistiti i “raccontatori di storie“, coloro che prima oralmente e, dopo l’invenzione della scrittura, per iscritto hanno narrato e tramandato i racconti dei popoli del mondo e con essi memorie, miti e leggende che sono giunti fino a noi.
Con la formazione della letteratura già in epoca antica si è andato poi definendo il confine tra i testi scritti per informare della realtà e quelli scritti per condividere storie nate dall’immaginazione. Si è affermato così il mondo della narrativa di invenzione, un patrimonio ricchissimo, fitto di vicende, di personaggi, di luoghi che ha accompagnato e arricchito la storia degli uomini.ss
Tutti hanno la facoltà di inventare storie attingendo ai ricordi, ai racconti sentiti da altri, alla propria immaginazione.
I bambini sono capaci di inventarsi mondi e storie immaginarie. Tra gli adulti, per i quali è più difficile abbandonarsi alla fantasia , sono invece pochi coloro che riescono a costruire nuove storie: per alcuni immaginare e scrivere storie è una passione, un’arte e un mestiere. Sono gli scrittori di romanzi, racconti e fiction.
Natalia Ginzburg, grande scrittrice del Novecento, scrive in “Le piccole virtù”:
“Il mio mestiere è scrivere delle storie, cose inventate o cose che ricordo della mia vita ma comunque storie, così dove non c’entra la cultura ma soltanto la memoria e la fantasia. Questo è  il mio mestiere, e io lo farò  fino alla morte …”.
Il “mestiere di scrivere“, di cui parla la Ginzburg, è fatto di una combinazione di libertà e di disciplina: la libertà di inventare, la disciplina necessaria per rendere comunicabile, attraverso le parole, il mondo nato dalla propria immaginazione. Invenzione e scrittura quindi si intrecciano e si fondono e costituiscono un lavorio che precede ogni narrazione: invisibile ai nostri occhi, dietro alle belle pagine di molti scrittori c’è spesso una fitta trama di rifacimenti, cancellature e riscritture.
Molti scrittori affermati ricordano come hanno cominciato a scrivere e come si svolge il loro lavoro di scrittore.
Per Flaubert le parole erano una ossessione e la scrittura una lunga e faticosa gestazione, che mai appariva conclusa: ” Mi gira la testa, la gola mi brucia per aver cercato, scavato, sgobbato, rivoltato, frugato e urlato una frase che finalmente si è conclusa“.ghostwriter
Lo scrittore messicano Carlos Fuentes racconta il suo lavoro in una lectio magistralis del 2009: ” Sono uno scrittore disciplinato. Ogni sera, prima di andare a dormire, preparo, come un alunno diligente, un foglio con i compiti per il giorno dopo. Tema, personaggi, linguaggio. Il tutto con rigore teutonico.
Mi addormento. Mi sveglio presto….Mi siedo a scrivere con il mio schema bene in vista….Ma è comparso qualcosa di diverso… Che cosa è  accaduto in quelle ore di sonno?Quel che è certo è che adesso è mattina…Quel che è certo è che nella scrittura e nella vita viviamo in un costante scambio di parole. Sappiamo che il mondo ci dà parole e che scrivendo le restituiamo al mondo. Ma la parola scritta non è più la stessa parola data dal mondo: è stata trasformata dal linguaggio, che è di tutti , per dire qualcosa che prima non era di nessuno.”

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