La pet therapy: quando gli animali assistono l’uomo

30 Dicembre 2016

di Roberta Cane

La potenza animale ha un che di meraviglioso.
Ed uno dei primi psicologi ad aver preso in considerazione questa forza a contatto con l’umano fu Carl Rogers, psicologo statunitense che a meta del 1900 circa studiò il fenomeno della pet-therapy.
Egli concepì la definizione di campo energetico, l’unione ovvero tra corpo, mente, emozioni ed ambiente circostante. Naturalmente questi campi di energia sono dinamici ed in continua interazione gli uni con gli altri.
Bene, quando un animale viene introdotto in quel campo, l’esperienza del paziente può cambiare anche in modo radicale.cani-dottori-per-pet-therapy

Basti pensare solamente alle proprie esperienze personali o a quelle dei nostri familiari od amici: quando entra nelle nostre case un piccolo animale la nostra vita cambia.
Cambiano le abitudini, gli orari, le priorità. E i nostri spazi e il nostro tempo non sono più vuoti!

Sempre più spesso si sente parlare della possibilità di vedere i nostri piccoli amici pelosi in strutture anche pubbliche quali ospedali, case di riposo o strutture dedicate alle patologie più gravi.
Ed è stato appurato attraverso studi scientifici il miglioramento dell’umore e del rilassamento, addirittura la diminuzione della percezione della solitudine ed isolamento.
In ambito pediatrico è stato studiata l’importanza degli animali nel “distrarre” i bambini dalla loro percezione di dolore e l’aumento della loro sensazione di sentirsi confortati e supportati.

Vi sono due tipi di pet-therapy fino ad ora studiate: la prima consiste in attività assistite da animali, per far sì che la qualità della vita dei pazienti migliori facendoli incontrare con i propri animali; la seconda ha invece finalità terapeutiche e riabilitative, rientrando così nella categoria della terapia assistita dagli animali, in ambito educativo ed assistenziale.

Il rapporto che si instaura fra uomo ed animale fa sì che il primo possa provare più fiducia in sé stesso. I cani, i gatti, gli asini ed i cavalli od addirittura i delfini utlizzati nella pet-therapy offrono un senso di protezione, fungono da valvola di sfogo, aiutano il movimento fisico e stimolano il linguaggio quando si ha a che fare con la disabilità.
Un mondo in continua evoluzione!

Charles Darwin, biologo e naturalista britannico, affermava che: “Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può avere veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un’altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle scimmie. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati”.

Alla prossima!

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