La disgrafia: quando l’ostacolo si nasconde nella scrittura

10 Febbraio 2017

di Roberta Cane

Proseguiamo il nostro focus sui Disturbi dell’Apprendimento prendendo in considerazione la Disgrafia.
La Disgrafia è un disturbo motorio della scrittura: il soggetto ha difficoltà a scrivere sia i segni alfabetici sia quelli numerici, vi è un’impugnatura scorretta, una scarsa organizzazione dello spazio ed una difficoltà nella coordinazione oculo-motoria.
Il fenomeno è molto complesso, diverso da soggetto a soggetto e può essere compreso solo se analizzato nella sua multidimensionalità. Influiscono infatti le caratteristiche personali, il percorso di maturazione, il livello di scrittura raggiunto in base all’età del soggetto, le relazioni affettive e quelle scolastiche.
Spesso gli insegnanti tendono ad attribuire gli scarsi risultati nella scrittura a negligenza o poco impegno e i genitori, a volte disorientati, riversano su di essi grandi responsabilità con conseguente nascita di incomprensioni.

Quali sono le emozioni provate maggiormente dal bambino disgrafico?diapositiva disgrafia
La delusione, l’insoddisfazione, la rabbia, il disagio… Emozioni che emergono fin dalle prime difficoltà riscontrate dal bambino, le aspettative sono alte e il bambino tenderà a sentirle via via opprimenti. Si potranno instaurare sentimenti di frustrazione o di impotenza per tutto ciò che non riuscirà a fare, soprattutto in relazione a ciò che lo circonda ovvero i compagni di classe. Può emergere anche un senso di inadeguatezza, di fronte alle sollecitazioni degli insegnanti a mettere più impegno e a fare bene come gli altri il bambino può sentirsi maggiormente turbato ad esprimere ciò che pensa o prova.
Le reazioni potranno rivelarsi sotto forma di rinuncia al compito da svolgere, potrebbe acuirsi una chiusura sociale o relazionale, potrebbero insorgere comportamenti provocatori o addirittura potrebbero subentrare degli stati d’ansia.
Tutti aspetti da non sottovalutare chiaramente e i campanelli d’allarme sono sempre molti, bisogna saperli leggere e cercare supporto anche da parte di professionisti.

L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale” affermava Nelson Mandela, “Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo e ciò che distingue una persona dall’altra”.
Tutti i bambini hanno delle potenzialità e sta a noi grandi l’impegno di valorizzarle, senza mortificazioni o colpevolizzazioni.

Alla prossima!