Il Museo Pietro Micca e i sotterranei delle eroiche emozioni

Tra le numerose attrattive che la città di Torino può vantare di offrire ai suoi visitatori, non si può non ricordare il Museo Pietro Micca. Questo museo, nato nel 1961 durante la celebrazione del centenario dell’unificazione d’Italia, sorge proprio nel luogo dove nel 1706 avvenne l’assedio delle truppe francesi, intente ad abbattere le mura di difesa della Cittadella per conquistare Torino.

Tutto nasce dalla guerra di successione spagnola del 1701. In seguito alla morte del re di spagna Carlo II, senza eredi, la Francia e l’impero Austriaco tramano affinché sul nuovo trono di Madrid vi sia un sovrano a loro congeniale, così da aumentare la propria influenza. Il Duca di Savoia decide di schierarsi con l’Impero austriaco, innescando la reazione della Francia che inizia a occupare il Ducato.

Dopo innumerevoli accadimenti cadono le città di Vercelli, Susa, Nizza e Ivrea e nell’estate del 1704 sembra che la strada per Torino sia ormai spianata. Resta solo la Fortezza di Ferrua a opporre una decisa resistenza, che impegna i nemici, bloccando la loro avanzata, permettendo così ai piemontesi di riorganizzarsi. In previsione di un attacco, la città di Torino è fortificata e irrobustita da una serie di mura che circondano l’intera città e da una fitta rete di gallerie sotterranee.

Nel maggio del 1706 gli uomini del generale francese La Feuillade iniziano l’assedio della città. Tra gli uomini intenti a difendere le gallerie sotterranee, dall’assedio francese, vi è anche il minatore biellese di ventinove anni Pietro Micca. Nella notte tra il 29 e il 30 agosto del 1706 Pietro Micca si trova in prossimità di una porta che sbarra la scala di discesa alle gallerie inferiori, quelle che permettono l’accesso alla Cittadella. L’azione dei francesi è repentina, gli uomini di guardia all’esterno della porta sono sopraffatti.

Pietro Micca sente che l’irruzione dei francesi è prossima, e prima che la porta schianti sotto i violenti colpi degli invasori, decide di innescare il fornello predisposto per contrastare l’avanzata del nemico. Incurante dell’inevitabile deflagrazione, che metterà fine alla sua vita, avvia l’esplosione travolgendo le truppe francesi. Questo gesto, simbolo di un amor patrio indiscutibile, diventa il simbolo dei sacrifici che hanno compiuto i tanti uomini, che in quelle giornate memorabili difesero la Cittadella.

Il museo è situato in un edificio di due piani, uno dei quali è interrato. All’interno delle sale è possibile ammirare cartine geografiche, armi, dipinti e plastici che ben descrivono gli accadimenti all’epoca delle battaglie. Certamente molto coinvolgente, è la parte della visita che porta lo spettatore proprio nelle gallerie e cunicoli (14 kilometri di cui 9 percorribili) che videro i fatti appena descritti.

Grande merito va alle guide che accompagnano i visitatori, con indubbia cortesia e passione, in un percorso veramente affascinante. L’intera visita dura quasi due ore (che sembrano volare) dove sarà impossibile non farsi travolgere dalle atmosfere del 1700, dal fascino di un passato testimone di gesti eroici, dalla storia che dai libri di scuola si proietta nel reale.

Il consiglio è di calzare scarpe comode per percorrere senza indugi il coinvolgente percorso.

E’ utile ricordare che le visite guidate sono tre durante la giornata, e che il prezzo del biglietto è davvero alla portata di tutti: solo tre euro.

Il museo è in via Guicciardini 7a, vicino alla stazione ferroviaria di Porta Susa nei pressi della bellissima via Cernaia.
Per info www.museopietromicca.it

Andrea Frullini