Il grattacielo della Regione Piemonte

La città di Torino è in continua trasformazione. Dal 2006, anno delle fantastiche Olimpiadi invernali, il capoluogo sabaudo ha subito un notevole cambiamento in termini architettonici, turistici, culturali, di accoglienza, di mobilità cittadina e perché no anche il suo aspetto estetico è cambiato.

Torino ha sempre avuto caratteristiche di una città elegante, fatta di porticati barocchi, con palazzi d’epoca e reticolati stradali molto ordinati, perpendicolari e lineari. Da alcuni anni a questa parte, la città ha potuto però ammirare una trasformazione in chiave moderna e contemporanea, con zone della città in stile contemporaneo (zona Politecnico, il Lungo Dora Siena col campus universitario, la nuova stazione di Porta Susa etc), con la nuova metropolitana, con il nuovo Juventu Stadium e dulcis in fundo, negli ultimi anni anche lo skyline della città ha subito dei cambiamenti.

Dallo scorso anno infatti è possibile ammirare accanto alla straordinaria bellezza della Mole Antonelliana anche altri due edifici di imponente stazza ed altezza.

Il primo, in ordine di tempo è il grattacielo San Paolo in zona Porta Susa, che ospita da qualche mese gli uffici e la direzione dell’Istituto Intesa San Paolo. Il secondo grattacielo che sta sorgendo in città, precisamente in via Nizza è il grattacielo della Regione Piemonte.

L’opera mastodontica, a firma dell’archistar Massimiliano Fuksas, è alta 209 metri, prevede 42 piani di cui l’ultimo sarà adibito a bosco pensile accessibile al pubblico. I lavori di costruzione sono iniziati nel novembre del 2011 e l’inaugurazione è prevista per la prossima primavera, quando gli uffici della Regione Piemonte, si trasferiranno appunto in via Nizza.

Costruito con tecniche all’avanguardia, con un impianto fotovoltaico di 1000 metri quadrati, il grattacielo punta ad essere l’opera che darà il via alla riqualificazione di tutto il quartiere Nizza Millefonti che da sempre rappresenta un zona di fondamentale importanza della città con tutte le strutture Ospedaliere e il centro del Lingotto.

Francesco Pellino