Il galateo di LinkedIn

di Annika Baldini

3 Giugno 2016

Non sono una social media manager e di marketing me ne intendo quel tanto che basta per conoscere le leggi di mercato e i modi migliori di presentare se stessi e i propri prodotti o servizi al pubblico. Mi sono però resa conto che Linkedin sta diventando uno strumento pubblico di notevole importanza: è molto semplice ottenere contatti e, di conseguenza, visibilità, all’interno di specifiche (o meno) cerchie professionali.

Pulse, poi, ha un potenziale ancora maggiore che andrebbe sfruttato al meglio.logolinkedin
Ora, non starò a dirvi per l’ennesima volta che qui non siamo su Facebook e che i giochini matematici, le frasette motivazionali e le foto del vostro pranzo non si addicono a questo social network: se non vi è risultato chiaro fino a questo momento dubito che un ulteriore post al riguardo possa cambiare le cose. Però ci sono alcuni comportamenti che mi lasciano quantomeno perplessa e sinceramente tendo a eliminare dai contatti chi li mette in pratica. Denotano, infatti, scarsa professionalità, quando non vera e propria mancanza di rispetto nei confronti degli altri.

Eccoli:
1. Scrivere “disoccupato” nel proprio profilo, a mio modesto parere, è controproducente. Attenzione: non è una critica, ma un consiglio per ottimizzare il modo con cui vi ponete agli occhi di un potenziale “recruiter”. Ok, è giusto che le persone sappiano come stanno le cose. Ma nessuno ci impedisce di indorare la pillola, no? Allora mettete qualcosa che state facendo in questo momento (e no, “in cerca di occupazione” non va bene: è la stessa cosa). State facendo volontariato, vi state dedicando a una qualche creazione, state studiando e/o approfondendo un particolare argomento per conto vostro, scrivete, disegnate, fotografate… Qualsiasi cosa che faccia capire che vi state comunque dando da fare.
2. Mandare email chilometriche a ogni nuovo contatto che iniziano con “gentile X, grazie per essere entrato a far parte della mia cerchia. Poche righe per presentarmi” e giù un romanzo con la descrizione della vostra esperienza o attività. Questo tipo di approccio non richiesto è invadente e decisamente sgradevole. E tutto ciò che non fa una bella impressione difficilmente volge a vostro favore. Bene invece presentarsi gentilmente con un paio di righe, non di più.
3. Fare la stessa cosa ma con un invio multiplo creando delle chat con centinaia di persone. Personalmente appena ne ricevo una mi cancello immediatamente, senza nemmeno guardare di cosa parla.
4. Per i signori uomini. Vi sentite soli? Vostra moglie è ormai un’estranea? Siete alla ricerca dell’anima gemella? Be’, non è questo il posto dove trovarla; ci sono molti siti e app appositi. Vi descrivo un messaggio che mi ha lasciata completamente interdetta, proveniente dagli Stati Uniti. Un distinto professionista che ha scritto: “Heyy bellissima! So che questo è un network professionale, ma non posso fare a meno di guardare la foto del tuo profilo in continuazione! Ti va di conoscermi? ;-)”. Non aggiungo altro. E mi risulta che non sia un caso isolato.
5. Per le signorine ambiziose. Se siete modelle professioniste o aspiranti tali va benissimo che pubblichiate le vostre provocanti foto con scolli vertiginosi, chiappe al vento e boccuccia a papera. Del resto è il vostro lavoro è questo è un network professionale, no? Per tutte le altre è meglio Facebook.
6. Qualcuno sostiene qualcosa che non incontra il vostro favore in un post? Potete esprimere il vostro disaccordo, ma in modo educato e pacato. Solo per aver espresso il mio parere in un mio post ho subito un attacco verbale del tutto incomprensibile da parte di una persona che non conoscevo. Questo può succedere, visto che quando pubblicate un post e qualcuno mette “like”, questo diventa visibile ai suoi contatti.

Quindi, occhio a ciò che si scrive e a come lo si scrive.