Il festival Dell’Oriente: finalmente a Torino!

Nel 1991 uscì nelle sale cinematografiche il film di Zangh Yimou, Lanterne Rosse. Un film poetico, triste e insolito; ne risultò un sensuale affresco dell’Oriente. Ricordo che rimasi letteralmente affascinato dal canto straziante, che Meischan, la terza moglie nel film, esegue con suoni e armonie, completamente avulse da qualunque influenza occidentale, sopra i tetti del palazzo di Chen Zuoqin. Situazioni e architetture estranee, la bellezza eterea di Gong Li (l’attrice protagonista), gli strani costumi dei personaggi e le insolite vicende, mi fecero ripromettere, di visitare la China, o la Birmania o l’India, insomma qualche paese Orientale. Devo essere sincero, a oggi non sono ancora riuscito a esaudire il mio desiderio, con grande rammarico devo dirlo, ma fortunatamente posso cercare di sopirlo un poco, grazie all’arrivo a Torino (per la prima volta) della decima edizione del Festival Dell’Oriente.

Un’occasione unica, per assaporare mille e più sfumature di civiltà ricchissime, piene di magia, colori e sapori; paesi con culture e tradizioni millenarie, ma allo stesso tempo cosi lontane dal nostro quotidiano, da risultarci nuove e affascinanti. Il Festival Dell’Oriente si svolge al Lingotto Fiere, nell’arco di sei giornate e precisamente il 20-21-22 e 27-28-29 Marzo. L’orario è dalle 10,30 alle 22,30 e il prezzo del biglietto è di 10 Euro e 8 Euro per il ridotto.

Il Festival offre innumerevoli occasioni per tuffarsi nella cultura orientale; gli aspetti che riesce a offrire sono innumerevoli, si va dagli spettacoli alla gastronomia, dalle arti marziali allo yoga, dalle conferenze sulla spiritualità alle discipline bionaturali. Per i dettagli è consigliabile esplorare il sito www.festivaldelloriente.net. Stupisce però quanti siano i campi offerti ai visitatori, e come essi vengano sviscerati. Ad esempio, per quanto riguarda la parte gastronomica, essa si compone di stand, dove sarà possibile acquistare veri prodotti orientali e ristoranti rappresentanti i diversi paesi presenti (Giappone, India, China e, ancora più insoliti, Mongolia, Nepal, Tibet e Indonesia). In più sono previsti workshop, dove sarà possibile imparare a preparare alcuni piatti della tradizione orientale.
Ricchissimo è il programma di spettacoli, che sono ripetuti durante tutto l’arco della giornata (è bene evidenziarlo), si va dall’opera lirica cinese, al concerto di tamburi giapponesi; è possibile vedere la danza dei leoni sui pali, il ballo dei dervisci, ascoltare i Suoni di Seba, assistere alla danza del drago, deliziarsi con i suoni di Chanyuan Zhao e il suo strumento, il Guzheng. Insomma c’è né per tutti i gusti. Inutile ricordare quanto sia ricca la sezione riguardante le arti marziali con stage e seminari, e maestri a livello mondiale. Ovviamente nella cultura orientale il benessere psicofisico è un aspetto importantissimo e quindi potremo scoprire le antiche arti del massaggio tailandese, le discipline olistiche tradizionali e moderne, volte all’integrazione di corpo e mente in una ricerca di salute.
In questo Festival dell’Oriente è possibile inoltre perdersi tra oggetti sconosciuti, suoni enigmatici e sapori insoliti, tessuti preziosi e danzatori tra i più originali.
Un festival a tutto tondo dove l’Oriente manifesta con lievità e armonia, le sue mille sfaccettature, dalle più nuove alle più antiche.

Andrea Frullini