I Termovalorizzatori

26 Giugno 2017

di Meri Lolini

Il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti viene recuperato ed utilizzato per produrre vapore che viene impiegato per la produzione di energia elettrica e come vettore per il teleriscaldamento. A questo proposito possiamo citare la città di Brescia che grazie al teleriscaldamento  riesce a soddisfare i bisogni di un terzo della sua popolazione
Quindi dai rifiuti possiamo estrarre energia . I rifiuti inceneribili sono :
Rifiuti Solidi Urbani ed i Rifiuti Speciali.
L’azione di incenerimento dei rifiuti suddetti è composta dalle seguenti fasi:

1-Arrivo dei rifiuti dai vari impianti di trattamento e selezione degli stessi presenti nel territorio.
2-Combustione nell’impianto che ha quasi sempre un forno a griglie.  Il processo avviene in corrente d’aria forzata per garantire la migliore quantità di ossigeno ad una temperatura intorno a 1000°C in una camera di combustione primaria a cui viene associata una camera di post-combustione.
3- Produzione di vapore surriscaldato.
4- Produzione di energia elettrica.
5- Estrazione delle ceneri che sono costituite da rifiuti incombusti . Queste vengono raffreddate in acqua e recuperate e inviate alle discariche per rifiuti speciali.
6-Trattamento dei fumi tramite un filtraggio multistadio che è efficace sia per  eventuali inquinanti sia chimici che solidi.

Le tipologie di forni presenti sono diverse, infatti abbiamo quella a griglie appena descritte , ma anche quella a letto fluido. Qui la combustione avviene su di un letto di sabbia che si solleva irrorando un forte getto di aria e qui le particelle si mescolano in continuazione. In questa fase viene convogliato il rifiuto che si mescola con il letto di sabbia ed avviene il processo di combustione in continua miscelazione su letto fluido-FLUIDIZZAZIONE-
Il forno può essere anche rotativo costituito da due camere, una di precombustione e la seconda di post combustione . Questo è realizzato in materiale refrattario ed è forma cilindrica  che ruota intorno al suo asse. Le ceneri si raccolgono nelle estremità del cilindro. Esiste anche il forno a focolari multistep nel quale il rifiuto viene mosso durante la combustione attraverso la struttura del forno.

Le emissioni prodotte dall’incenerimento vengono sottoposte a trattamenti diversi per diminuire la possibile produzione di sostanze inquinanti attraverso vari sistemi di interventi.
L’utilizzo del postcombustore fino a temperature superiori a 850°C consente di intervenire contro la produzione di DIOSSINE e FURANI , ma produce una maggiore quantità di ossidi di azoto e del particolato e per questa condizione si interviene con sistemi di abbattimento e filtraggio.
Per limitare la presenza di ossidi di azoto si interviene con la Riduzione Selettiva Catalitica (SCR) che utilizza l’ammoniaca nebulizzata oppure tramite la Riduzione Selettiva non Catalitica (SNCR) con l’impiego di urea . In entrambi i casi gli ossidi di azoto vengono portati ad acqua ed azoto gassoso.
La fase di abbattimento delle polveri alle emissioni è effettuata tramite filtri elettrostatici e filtri a maniche.
Le emissioni sono sottoposte a controlli analitici in continuo per alcuni inquinananti come gli acidi cloridrico  e fluoridrico e gli ossidi di azoto e di carbonio.
Per i microiquinanti come le diossine esistono dei sistemi di campionamento in continuo che consistono sull’adsorbimento dell’ emissione su fasi di amberlite che vengono sottoposte ad analisi in laboratorio. In fase periodica viene effettutato sia il campionamento che l’analisi delle emissioni seguendo la normativa vigente che prevede il limite per le diossine di 0.1ng/Nmc in TEQ. Gli organi di controllo che intervengono sono le ASL e le ARPA .

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