Guernica : molto più di un racconto storico

29 Dicembre 2016

di Daniela Bardelli

Il Novecento, ormai alle spalle, ha sicuramente “contagiato” nel modo di pensare, di sentire, negli strumenti di interpretazione del mondo, nei valori  chi ha avuto le radici al suo interno.
L’eredità lasciata è al tempo stesso pesante e vitale: libertà individuale e democrazia politica, eguaglianza nei diritti, parità fra uomo e donna, “scuola aperta a tutti”, ma anche guerre, ideologie distruttive, disuguaglianza sociale.picasso-retrato
È un secolo che ha avuto due guerre mondiali con almeno 60 milioni di morti, una interminabile Guerra fredda, due grandi rivoluzioni comuniste in Russia e in Cina, varie dittature, i gulag e i campi di concentramento, la scoperta e l’uso delle armi atomiche.
Nel Novecento anche la guerra, come la società, è diventata di “massa”, con devastazioni e morte, accompagnate  da crolli economici, dalla disoccupazione e dalla miseria che hanno  generato angosce e insicurezze, condizionando fortemente l’immaginario collettivo.
In uno scenario come questo si colloca “Guernica“, la tela di Picasso, uno dei dipinti più famosi del XX secolo.
Nel 1937 la Spagna è dilaniata dalla guerra civile: l’esercito del generale Francisco Franco vuole soppiantare , attraverso un colpo di Stato, la repubblica nata dalle elezioni democratiche, per imporre al Paese una dittatura militare e fascista.
A Picasso, esule in Francia, il governo regolare commissiona un’opera da esporre alla Fiera Internazionale di Parigi .

L”artista pensa subito a un soggetto ispirato allo scontro in Spagna.
Di lì a poco il bombardamento di Guernica, la più antica città dei Paesi Baschi, centro della tradizione culturale del paese, una delle poche che ancora resisteva alle falangi franchiste, agisce da catalizzatore per la realizzazione definitiva del pittore che, in meno di due mesi, completa l’opera, di proporzioni monumentali (349 × 776,5 cm).
La distruzione della piccola città assume subito, per l’intera opinione pubblica mondiale, un valore altamente simbolico e il dipinto diviene molto più di un racconto storico: lo stravolgimento dei volti e le espressioni di sofferenza e angoscia delle figure viventi, una tra tutte la straziante  immagine della madre con il figlio morto in braccio, condensano e ancora oggi rappresentano l’orrore e il grido di protesta nei confronti di ogni guerra .