Gomblotto!

27 Febbraio 2017

di Nicola Accordino

Sempre piú spesso ci si scontra su YouTube con video che trattano l´argomento Terra piatta.

Verrebbe da dire: “Ancora?”.

Nonostante i decenni di studi, prove empiriche, allunaggi, viaggi e basi spaziali, ancora un numero (purtroppo sempre piú crescente) di persone sostiene la Teoria della Terra piatta, gridando al complotto di Governi che tengono questa informazione nascosta alla massa per non specificati fini economici. Questa teoria inizialmente può fare ridere, soprattutto perché sembra anacronistica ai giorni nostri, ma sulla rete il dibattito tra i due schieramenti si fa sempre piú agguerrito. Tra sostenitori delle differenti visioni del mondo: ci si combatte a suon di video per dimostrare le proprie teorie (i trapiantisti) o confutarle (i globalisti). E questo è soltanto l´ultimo di una lunga serie di teorie complottiste, per lo piú non documentabili né provabili.
Ma perché nel 2017 c´è ancora chi crede che la terra sia piatta? E perché, in senso piú generale, c´è cosí bisogno di credere a questo (e altri) complotti? Forse perché in un tempo in cui tutto sembra essere rigidamente deciso, programmato, controllato, abbiamo il bisogno viscerale di credere a qualcosa che vada oltre questi schemi, che qualcuno ci abbia mentito. Che ci siano dei nemici. Perché ci sentiamo gravati da un malessere interiore e abbiamo bisogno di dare la colpa a qualcun´altro che sia al contempo distante ma anche a portata di mano. E quindi su a sostenere l´ennesimo complotto (non importa da parte di chi), in cerca di un capro espiatorio a cui appioppare le ragioni di ogni male della terra. Ma spostando all´esterno la causa del malessere, non si fa altro che chiudere gli occhi ed aspettare che l´ennesimo deus ex machina ci venga a salvare. Perché la vera chiave per uscire da questo malessere sta solo in noi. Siamo noi la causa dello sfacelo generale, comportandoci da individualità quando in realtà facciamo parte di una collettività ed abbiamo un peso con le nostre scelte nella realizzazione di una società non solo piú giusta ma anche piú libera. Se prendessimo finalmente coscienza che il mostro non sta nei complottisti o negli alieni o in qualche divinità caduta che vuole soggiogarci ma in noi stessi, prenderemmo anche coscienza del fatto che ci si salva tutti insieme, uno alla volta. O non ci si salva affatto.