Giucca in cerca di fortuna

24 Marzo 2017

di Lucia Tremiti

 

C’era una volta Giucca un bambino nato sciorno. Viveva con la sua mamma ed erano più poveri di Pipetta. E siccome senza lilleri ‘un si lallera un giorno la sua mamma gli disse:
-Giucca, prendi la porta e andiamo a fa’ fortuna!
Il bambino che capiva sempre tutto all’incontrario scardinò la porta e la seguì.
Per la strada la donna si accorse che non lo aveva dietro e desolata esclamò:
-Accident’a’sciorni… quanto sei scimunito figlio mio!
Camminarono tutto il giorno e all’imbrunire stanchi ed affaticati decisero di salire su di un albero e passare la notte lì. Giucca si portò dietro la porta, deciso a non lasciarla a terra.
Al sicuro tra le fronde si appisolarono fino a che non sopraggiunsero sotto la pianta due loschi uomini che si sedettero e si misero a contare tanti quattrini. La donna sospettò che potevano essere dei ladri.
-Zitto, zitto il mi’ cittino se ci scoprono ci pienano di botte – sussurrò   a Giucca.
Il bambino annuì, per fortuna aveva capito!
Non passarono però nemmeno dieci minuti che Giucca disse alla mamma:
-Mammaaaa, mi scappa la pipì!
– Figlio mio proprio ora?!? –bisbigliò la donna- Non la fa’, ti prego, non la fa’!!!
– Mi scappa tanto e la fo!!! – rispose Giucca  e la fece lunga, lunga.
L’omaccio, da sotto, sentono cascare delle gocce, pulendosi con un fazzoletto lercio esclamò: – Che casca la rugiada? – e si rimise a contare i soldi di buzzo bono.
Dopo poco Giucca disse ancora alla donna:
-Mammaaaa, mi scappa la cacca!
– Figlio mio anche la popò ora?!? –bisbigliò la donna- Non la fa’, ti prego, non la fa’!!!
– Mi scappa tanto e la fo!!! – rispose Giucca  e la fece sciolta, sciolta.
L’altro omaccio, da sotto, sentono cascare quella roba, esclamò: – Che casca la melata? – e scostatosi  si rimise a contare i soldi senza più fiatare.
Sul far del mattino Giucca disse alla sua mamma:
-Mammaaaa, mi scappa la porta!
-Quello no! – rispose la donna- Trattienila ora è la volta bona che si accorgono di noi e  ci ammazzano!
– Mi scappa, ‘un ce la fo più a tenerla sopra il capo e la butto giù!!! – rispose Giucca  e la gettò.
La porta cadde precisa sopra la testa di entrambi i ladri che tramortiti ed accoppati urlarono:
-CI SO’ GLI SPETTRI!!! CI SO’ GLI SPETTRI!!! – e trampelloni se la dettero a gambe verso il fitticchiume lasciando il sacco dei quattrini sotto la pianta.
Quel tesoro fu una manna dal Cielo per Giucca e la sua mamma perché appena scesi dall’albero lo presero contenti come pasque. Madre e figlio non andarono più in giro per il mondo in cerca di fortuna ma tornarono a casa con l’uscio sulla testa naturalmente.