Giovannino senza paura

22 Maggio 2017

di Lucia Tremiti

Un nobiluomo possedeva un bellissimo castello, ma non ci poteva abitare perché era infestato dalla Paura. Decise di abbandonarlo e di donarlo, con tutto quello che ci stava dentro, a chi fosse riuscito a cacciarla via.
Un tale, una persona dalla testa vuota,  ci provò subito, ma chi ha paura delle spine non deve entrare nella macchia.
– È una cretinata fare questa cosa! – esclamò spavaldo entrando nel castello.
Si recò subito nella grande cucina e, siccome mangiava sempre a ciclo continuo, visto il focolare acceso, si cosse delle costole di maiale sul fuoco.
– Sant’Antonio benedetto
si mangiava uno spaghetto,
ma il demonio maledetto,
gli rubava il sughetto.
– recitava a ripetizione per farsi coraggio.
Era intento a girare la carne quando una voce tenebrosa dal comignolo del camino esclamò: – Butto?
– Butta nel nome di Dio! – rispose l’uomo impaurito.
Cadde a capo di sotto mezzo busto d’uomo tutto insanguinato e il temerario cominciò a provare forte sgomento alla vista di quello spettacolo terrificante.
– Meglio avere paura che buscarle, prendo la mia roba e me ne vado via a tutta velocità! – esclamò. – Gambe mie non è vergogna fuggire via quando bisogna!
L’uomo però non riuscì a scappare perché la voce si fece risentire:- Butto?
– Butta in nome di Dio! – rispose l’uomo terrificato dal fatto che potesse ripetersi la medesima visione di prima.
La scena purtroppo si ripeté ed un intero busto d’uomo cadde ai suoi piedi.
– Mi conviene andarmene! – urlò prendendo, avido, le costole di maiale mezze cotte.
Non riuscì però a fuggire perché dal centro della stanza si accese a mezz’aria una grande torcia e dai quattro angoli si levarono altrettante ombre minacciose.
– Quando avrai mangiato vieni con noi! – le ordinarono le ombre, ma il poveraccio dalla gran paura morì.
Si susseguirono dopo di lui nell’impresa altri uomini, ma subirono tutti la medesima sorte.
Solo un tale, Giovannino Senza Paura, superò intrepido le prime prove, mettendosi a scherzare con le ombre e invitandole perfino a mangiare in sua compagnia.
– Se non sono matte non ce le vogliono! – esclamava Giovannino beffando le ombre fluttuanti intorno alla torcia accesa.
– Vieni con noi! – gli ordinarono infastidite da tanta poca creanza nei loro confronti.
Giovannino le seguì in cantina dove fu obbligato a scavare in un punto ben preciso del terreno.
Dài e dài, scava che ti scavo, Giovannino dissotterrò un  tesoro.
-Guarda! – esclamò Giovannino – Questo non me l’aspettavo!
Le ombre però, ottenuto ciò che volevano, cioè dissotterrare il tesoro, spensero la grande torcia per impedire a Giovannino di ritornare in superficie: così al buio il poveretto non avrebbe più trovato la via del ritorno.
– Pensate che sia uno sprovveduto! – esclamò Giovannino. – Mi sono portato lo spago come Arianna! – e arrotolando il filo che  prima aveva svolto nel discendere salì in superficie.
Le ombre iniziarono ad essere nervose e non erano contente perché sentivano che la magia stava svanendo. Fecero dunque un ultimo tentativo rinchiudendolo dentro la stanza delle carni secche, quella dei busti d’uomo insanguinati, ma Giovannino non fece una piega: – Cara Paura, niente mi fa più paura!!! – urlava a voce alta. – La paura è fatta di niente!!!
– Non posso più stare qui, – esclamò  allora la Paura,  – é arrivato Giovannino, lui é senza paura! – concluse stizzita e sconfitta se ne andò per sempre.
Giovannino Senza Paura aveva liberato il castello dagli spiriti malefici e soprattutto si era legittimamente impossessato del bene. Negli anni che seguirono si godette gli immensi tesori e decise persino di prendere moglie per completare la sua felicità, finché un giorno si voltò di scatto, vide la sua ombra e ne pigliò così tanta paura  che cascò morto a terra: del resto il cane scottato dall’acqua calda ha paura dell’acqua fredda!