Fontus, io pedalo e tu ti ricarichi

Arriva dall’Austria lo strumento capace di immagazzinare l’acqua soltanto andando in bici

Quante volte un appassionato ciclista impegnato in escursioni montane rischia di rimanere a secco di acqua? Il malcapitato sarà costretto a cercarne una fonte, ma non è detto che possa trovarla in un tempo breve. Oggi per tutti quelli che non vogliono perdersi il piacere di una bella escursione e che vogliono tenere costantemente sotto controllo il loro livello di idratazione, arriva Fontus, la borraccia che si riempie da sola. E sì, infatti questa fantastica innovazione, inventata da un fantasioso studente austriaco, permetterà tramite un piccolo serbatoio attaccato alla bicicletta, di raccogliere l’acqua presente nell’atmosfera. Kristof Retezar infatti, ha studiato un utilissimo strumento capace di raccogliere l’aria e trasformarla in acqua sufficiente per riempire una bottiglietta da 0.50L, in meno di un’ora. Un’innovazione che potrà realmente cambiare le abitudini dei ciclisti più appassionati. Infatti, questi non dovranno più fermarsi a cercare una fonte per dissetarsi, gli basterà pedalare e Fontus farà il resto. Secondo il disigner austriaco, che l’ha progettato, questo dispositivo è in grado di separare le molecole d’acqua dalle molecole d’aria per raccogliere le prime i una bottiglietta. Un’innovazione che sicuramente farà sorridere gli appassionati delle due ruote a pedali, ma che potrà sicuramente rivelarsi una di quelle invenzioni non applicabili solo in campo sportivo. Basti pensare in quante parti del globo la scarsità d’acqua è un problema reale. Questo piccolo strumento potrebbe rivelarsi un’ottima soluzione anche in quest’ottica. L’unico tallone d’Achille per Fontus è la sua incapacità di purificare l’acqua, questa dovrebbe essere lo stesso bevibile visto che raccolta direttamente dall’aria e passata in un filtro antipolvere. Insomma, l’innovazione ancora una volta volge la sua attenzione su problemi risolvibili con una buona dose di inventiva, Krisof Retezar ha centrato il punto e chissà se questo piccolo strumento non possa diventare presto un fedele amico di ogni appassionato ciclista.

 

Michele Dicanosa