Elbabook Festival: tra giornalismo d’inchiesta e piccoli editori.

5 Settembre 2017

di Isabella Grassi

Si è svolto a Rio nell’Elba, l’Elbabook Festival è il festival elbano dedicato all’editoria indipendente.
Questa splendida isola dopo la chiusura delle miniere ha fatto una scelta politica molto difficile per lo sviluppo della sua economia, optando per un turismo lento, culturale e sostenibile.
Si è da poco conclusa la terza edizione, non una semplice rassegna, ma un festival, dedicato e pensato per l’editoria indipendente.
Durante i tre giorni della kermesse si sono succedute delle vere e proprie tavole rotonde su vari argomenti, con un particolare sguardo oltre che al futuro dell’editoria ed all’attualissimo dilemma sul libro cartaceo o sull’e book (“Scusate se il futuro è di carta”),  e alle tematiche legate al territorio (“Arte, nuove tecnologie e territorio” e “L’isola nel parco, un turismo a passo lento?”).
Non sono mancati i temi sociali con una tavola rotonda dal titolo “Immagini e Migrazioni”, e con la  collaborazione, che ha visto la partecipazione degli ospiti del vicino carcere di Porto Azzurro.
La serata conclusiva  è stata dedicata al giornalismo d’inchiesta con un ospite d’eccezione: Sigfrido Ranucci di Report.
Ampia la partecipazione a questo dibattito che ha visto il popolare giornalista parlare ed illustrare la sua personale e gloriosa esperienza in questo delicato settore.
E’ stato interessante ascoltare le difficoltà da lui incontrate quando ha avuto l’ardire di toccare tematiche importanti e scottanti quali gli omicidi dei giudici siciliani e la sua dichiarazione “l’ANSA non batté un riga di quel lancio che avevamo dato”, riferendosi alla intervista a Borsellino da lui trasmessa e la cui trascrizione era stata trasmessa all’agenzia.
Se questo è stato il dibattito conclusivo, ampio spazio hanno avuto gli editori indipendenti durante tutto il festival.
Gli editori presenti erano 19, io ne ho scelti 5 per raccogliere alcune loro impressioni.
Barbara Ciaghi per Forme Libere mi spiega che la sua casa editrice deve il suo nome al fatto che vuole dare spazio alle diverse realtà, per dare voce a chi ha qualcosa da dire in modo chiaro, a chi ha voglia di mettersi in gioco.
Orfeo Pagnani ci racconta invece che Exòrma come casa editoriale è nata dopo aver fatto per trentacinque anni servizi editoriali per vari editori, improvvisamente, quando ha deciso che sussistevano le condizioni ottimali, e accoglie scrittori che devono voler scrivere con una scrittura matura e non omologata, che non devono limitarsi a scrivere per incontrare il favore del pubblico.
Maria Cecilia Castagna  per Infinito Edizioni fa presente come la sua casa editrice sia nata dal sogno grandissimo di voler raccontare quello che succede tutti i giorni, ma che poi normalmente viene dimenticato. Reportage e temi d’attualità sono i must di questa casa editrice.
Angela Galli di Persephone Edizioni, ci illustra come fin dall’inizio si sia prefissa di pubblicare principalmente autori elbani, o comunque opere che trattino dell’Elba a livello di contenuto, con l’intento di contrastare l’idea culturale di massa.
Cesare Reggiani spiega infine come A 2 mani sia una casa editrice veramente sui generis, che vuole sviluppare il concetto del libro d’autore, come oggetti d’arte finalizzati a mostre, che contengano cioè un oggetto originale, ponendosi a cavallo tra editoria e settore artistico.
Daniele Marson, che si occupa di natura, montagna e turismo, a Edicola Ediciones, che vive e pubblica tra Italia e Cile, passando per Edizioni Estemporanee, che vanta ben 5 collane di cui una di narrativa prevalentemente dedicata alla latino-americana, e per La Memoria del Mondo Editrice, che ha in catalogo diverse proposte di storia e cultura locale, libri d’artista e graphic novel e libri per bambini e ragazzi. Odoya, un editore internazionale di saggistica divulgativa e di narrativa in lingua italiana, inglese, francese e tedesca, Red Star Press, ha diverse collane che spaziano dalla politica, alla memorialistica, alla narrativa di movimento, affronta tematiche sportive e artistiche, il tutto in chiave popolare, e la casa Editrice Il Sirente, rivolta alla saggistica scientifica, che ha al suo interno anche collane di narrativa, e affronta il reportage. Edizioni La Vita Felice, che è rivolta all’economia  e al tascabile  ma con particolare cura alla qualità grafica ed editoriale, e come Noctua,  che si occupa a 360° di natura e turismo. Fila 37, nasce per lo sport e poi si occupa anche del sociale, ha una collana di libri gialli, fa anche da agenzia letteraria, Istos Edizioni, sviluppa tre settori: infanzia, arte e cinema, e socio civica. Ci sono poi realtà parallele come quella rappresentata da Kleiner Flug,  nata come casa di fumetto che vanta ben quattro collane: viaggi, prodigi, teatro e narrativa, tutto “tra le nuvole” e quindi rigorosamente a fumetti. L’Orma Editore, pubblica letteratura e saggistica francese, tedesca e italiana, MDS Editore, ha un particolare occhio di riguardo al sociale e bandisce da tre anni un  concorso artistico-letterario.
Girovagando tra tutto gli editori ho raccolto le loro impressioni sul presente e sul futuro della piccola editoria in Italia, e  accanto a risposte di piena fiducia che apertamente ringraziano festival come questi per l’occasione che danno ai piccoli editori di far conoscere la propria produzione e permettono di valorizzare gli scrittori (Forme Libere), e di chi giudica soddisfacente il risultato ottenuto  (A 2 mani), abbiamo risposte più concrete che vedono la sopravvivenza dei piccoli editori come  una lotta all’ultimo sangue, dove il proprio spazio va conquistato, facendo leva sulla biodiversità e sula qualità (Exòrma).
Un presente e un futuro molto faticosi e molto vicini perché il presente è fatto ogni giorno di conquiste e sfide per fronteggiare tutti gli attori della filiera (Infinito Edizioni) e la necessità di ristabilire il rapporto con gli antenati, di riprendere in mano i fili sfilacciati della memoria e ricucirli per costruire un futuro legato al passato (Persephone Edizioni), sono invece gli approcci più favolistici.
Chiudo questo mio intervento con i messaggi che gli stessi editori nonché Marco Belli, il direttore artistico del festival vogliono lasciare al mondo dei lettori e degli scrittori:
“Partecipare a questi festival per cercare di conoscere i nuovi autori”.
“Auguro al lettore di trovare i libri che vorrebbe leggere perché così si condivide un valore tra scrittori e lettori”.
“Non abbiate paura di leggere, entrate in libreria e fatevi chiamare dai libri”.
“Poiché siamo in un luogo turistico, mi auguro che il turista che acquista i miei libri goda di questa apertura”.
“Stiamo facendo questa esperienza con grande passione e siamo aperti a nuove collaborazioni”.
“Uno al mondo degli scrittori: si pubblica tanto e si legge poco.
Uno al lettore che non lo è ancora: avvicinati alla lettura con il libro di un editore indipendente”.