Disgusto e disprezzo: emozioni fondamentali sottovalutate

9 Dicembre 2016

di Roberta Cane

Tutti noi quotidianamente sperimentiamo emozioni: la felicità, la paura, la tristezza, la rabbia solo per citarne alcune.
Svolgono una funzione importantissima per l’individuo, ci trasmettono infatti un contenuto semplice in modo rapido e chiaro così da poterci permettere di agire di conseguenza.
Le emozioni citate prima sono cosiddette fondamentali, oltre a queste esistono quelle denominate complesse: l’invidia, il senso di colpa, la gelosia, la vergogna…
Nelle prime troviamo inoltre il disgusto e nelle seconde il disprezzo.
Proviamo a conoscerle meglio.disprezzo_d

Il disgusto ha, come stimolo scatenante, non un essere vivente come per il resto delle emozioni, ma bensì un qualcosa di inanimato. Nascono sensazioni immediate di repulsione, quindi tendiamo ad allontanare dal nostro naso, dalla nostra bocca o dalla nostra sfera personale ciò che riteniamo appunto “disgustoso”.
Come si manifesta? In modo universale: arricciamo le narici, allarghiamo la bocca, distogliamo lo sguardo dall’oggetto. Tutti noi preferiamo certi gusti rispetto ad altri, fa parte della nostra vita quotidiana scegliere a cosa avvicinarci o cosa allontanare dai nostri sensi.

Il disprezzo trova la sua realizzazione nella sfera dell’interazione sociale, proviamo ovvero questa emozione complessa quando ci troviamo a relazionarci con il prossimo.
Anche questa emozione, come il disgusto, ha una valenza adattiva ovvero prepara l’individuo ad affrontare un antagonista indesiderato od addirittura pericoloso.
Solitamente i comportamenti messi in atto vanno dalla battuta sarcastica, ironica, passando per derisione e scherno per arrivare a volte al caso più estremo dell’insulto.
Tradimento della fiducia, comportamenti aggressivi o mancanza di sincerità possono scaturire il disprezzo. Si può notare come la componente personale sia molto forte, come se la sensazione di repulsione, presente nel disgusto, in questo caso toccasse le corde della nostra personalità.

Come tutte le emozioni citate negli articoli precedenti, anche in questo caso si deve sottolineare la funzionalità delle stesse al nostro benessere. Il disgusto ci tiene lontani da oggetti o alimenti potenzialmente dannosi per il nostro organismo; il disprezzo ci aiuta a modulare le relazioni sociali che ci troviamo ad instaurare ogni giorno.

Concludiamo, come di consuetudine, con l’aforisma scelto per gli argomenti toccati finora.
Alexander Neill, pedagogista scozzese, affermava: “L’unica buona educazione è quella che permette alle emozioni di essere libere”.
Impariamo ad essere liberi di manifestare quello che proviamo e cerchiamo di trasmettere tutto ciò alle nuove generazioni.

Alla prossima!