Democrazia partecipata, la politica giovane.

19 Giugno 2016

Francesco Lisa

Negli ultimi anni, vari aspetti della società sono mutati.

Il modo di rapportarsi, di comunicare, di tenersi informati.

A dimostrazione che, seppur lentamente, ci stiamo evolvendo. Importanti segnali positivi si notano anche nell’esigenza dei giovani ad avvicinarsi alla cosa pubblica, mostrandosi sempre più attenti all’evolversi delle vicende interne ai palazzi municipali dei loro comuni. Al punto da indurre la politica a cambiare il proprio modo di fare, abbandonando le vecchie gerarchie che formavano muri invalicabili che non permettono alcuna partecipazione democratica, al fine di difendere gli interessi di coloro che amministrano a discapito della collettività.

Una grande ricchezza, quella che ne deriva dal nuovo metodo di amministrazione.

La democrazia partecipata.democrazia-diretta-a-gerace

Capace di dare voce a quella cittadinanza attiva che vuole mettere in pratica quegli ideali, rimasti per molto tempo, all’ombra di quel sistema politico che mirava al nulla per la collettività.

Finalmente non bisogna più essere figli ‘d’arte’ per poter finalmente, prendere parte attivamente all’amministrazione del paese in cui si vive. Un metodo che è destinato a mutare il modo di interpretare la politica e che, allargandosi a macchia d’olio, prenderà il sopravvento, sospinto dalla carica emotiva dei giovani italiani. Perché, per sperare in un’Italia migliore, dobbiamo capire che l’Italia è, prima di tutto, fatta da italiani, poi da politici, e noi italiani, dobbiamo abbandonare la pigrizia ed attivarci per meritare di vivere in questa meravigliosa nazione.

Liberi di esprimere e difendere i nostri ideali. Doverosi di curare i nostri territori partecipando e confrontandoci attivamente.