Il Colosseo: il monumento  che rappresenta il  Paese

23 Ottobre 2016

di Daniela Bardelli

Il 1 luglio 2016 , a Roma, il premier Matteo Renzi, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e l’imprenditore  Diego Della Valle hanno presentato il completamento del restauro esterno del Colosseo.

” È una bella giornata per Roma, per il Colosseo, per l’Italia “ ha detto il ministro Franceschini e anche se i lavori hanno incontrato non poche difficoltà a partire, “ lo scoramento degli inizi è durato un istante e tutti avete dimostrato che ci si può prendere cura con grandissimo orgoglio di un bene universale “.

Sono le parole del premier che cita , a conferma di ciò, una frase latina :” Per aspera ad astra “. Niente di più appropriato di una citazione latina per un monumento che nel mondo latino affonda le sue radici.restauro_prospetto_colosseo_anni_90

L’inaugurazione di oggi, anche se  di lavori parziali  , ci riporta  a  quella dell’80 d.c , quando l’imperatore Tito inaugurò l’Anfiteatro Flavio, fatto erigere dal padre, l’imperatore Vespasiano, nell’avvallamento tra Palatino, Esquilino, e Celio, occupato dal lago artificiale della Domus Aurea.

E ci riporta anche a quel Marziale, il poeta più vivo e originale dell’età flavia, che si mise in luce proprio con una raccolta di epigrammi il ” Liber de spectaculis “ con il quale celebrò l’inaugurazione dell’Anfiteatro.

Oggi rimaniamo estasiati dalla bellezza e dalla mole del Colosseo, in  passato Marziale lo considerava superiore alle più famose delle sette meraviglie del mondo : Menfi con le piramidi, Babilonia, il tempio di Diana, l’altare di Delo, il Mausoleo in Caria, tanto da scrivere ” omnis Caesareo cedit labor amphitheatro “ ( ogni fatica umana cede di fronte all’anfiteatro imperiale ). Lo presentava anche come ” conspicui venerabilis Amphitheatri . . . moles “ ( venerabile mole del meraviglioso anfiteatro ), al quale fu dato il nome di Colosseo quando l’imperatore Adriano pose la gigantesca statua di Nerone , a cui Vespasiano aveva fatto mettere la testa del Sole ( colossus sidereus ), all ‘ ingresso dell’anfiteatro.

Dunque un monumento che parte da lontano per arrivare oggi “a rappresentare il Paese “, come dice Diego Della Valle, che ha sponsorizzato il restauro.