Bloody Mary: pomodoro di passione

Incominciò tutto con lo strumento che gli Arabi, usavano per ottenere rimedi medicinali: l’alambicco.

Poi, con l’aggiunta di aromi e coloranti nacquero le bevande alcoliche, la cui produzione fu quasi esclusivamente demandata ai monaci dei monasteri; infine con la nascita dell’industrializzazione, in epoca illuminista, si sviluppò l’industria dell’alcol. Con la produzione seriale, i liquori e distillati si uniformarono, gli aromi e i gusti divennero simili e la monotonia imperò. E’ in tale periodo che nacque la voglia di miscelare ingredienti, e distillati diversi, per ottenere gusti e profumi nuovi: prese vita così, il cocktail.

Difficile dire quanto sia realtà o fantasia, ma il mito vuole che fosse Betsy Flanagan, una locandiera dell’800 che diede vita ai cocktail, miscelando diversi liquori, succhi di frutta e decorando i bicchieri con code di gallo, da cui il nome, cock (gallo) e tail (coda).

Il successo di queste misture si deve certamente alle rotte transoceaniche, infatti, è sulle navi da crociera che i viaggiatori di tutto il mondo apprezzano e diffondono il suo uso, anche a terra. Intorno agli anni venti, durante il proibizionismo, in America nascono gli american bar, dove si ritrovano estimatori di miscele alcoliche e barman ingegnosi sperimentano nuovi drink. E’ in questo periodo che nascono fortunati nuovi cocktail, ormai centenari, quali ad esempio il Gin Fizz o il Bloody Mary.

Quest’ultimo, creato quasi certamente da George Jessel e perfezionato da Fernand Petiot, con l’aggiunta di spezie e tabasco, è certamente uno dei cocktail che maggiormente si fa notare e apprezzare. Con quel suo colore rosso, dovuto all’ingrediente principale, il pomodoro, il gambo di sedano che fuoriesce dal bicchiere, rigorosamente alto, e la fettina di limone che ci ricorda il giallo del sole, non si può fare a meno di provarlo, fosse solo per l’impatto cromatico.

Un cocktail, il Bloody Mary, che s’inserisce tra i “pre dinner”, caratterizzato dalla preparazione semplice e dal forte impatto visivo; dalla bassa gradazione alcolica è tra i cocktail, uno dei più salutari, grazie alle numerose qualità che il pomodoro fornisce.

Vediamo, quindi, come prepararlo:

Ingredienti:

4,5 cl di vodka

9 cl succo di pomodoro

1,5 cl succo di limone

2 gocce di salsa Worchester

1 spruzzo di tabasco (circa 8 gocce)

1 pizzico di sale (se il succo di pomodoro è già molto saporito, si può evitare)

Una presa di pepe (se riuscite a macinarlo al momento, è meglio)

Ghiaccio

Bicchiere:

Tumbler (bicchiere cilindrico di diverse altezze) alto o Highball

Preparazione:

Versate nel bicchiere la salsa Worchester, il pepe, il tabasco, il sale e infine il succo del limone. Mescolate e aggiungete il ghiaccio, poi unite la vodka, agitate e infine aggiungete il succo di pomodoro, mescolando il tutto con una fresca costa di sedano, che utilizzerete per guarnire assieme a una fettina di limone.

Preparato così, questo cocktail fornisce una gradazione alcolica di circa 13,5 % Vol. Come un bicchiere di vino rosso, per intenderci. Il computo delle calorie e di 129 (Kcal).

Oltre che buono, il Bloody Mary, grazie alle proprietà del pomodoro, fornisce antiossidanti, vitamine e sali minerali. Il licopene, sostanza contenuta dai pomodori è un forte antiossidante con funzione antitumorale, protegge il fegato perché contrasta la perossidazione dei lipidi, un processo che sta alla base delle principali patologie di quest’organo. Insomma non prendiamolo come bevanda per idratarci, ma tra i cocktail alcolici è sicuramente uno tra quelli meno dannosi.

Un’idea in più, per sorprendere gli amici, è quella di omettere la costa di sedano e preparare il sale aromatizzato con esso: tritate finemente una costa di sedano, unite la stessa quantità di sale grosso, pestate il tutto in un mortaio. La pasta ottenuta, stendetela su una placca da forno e cuocete il tutto a 80° C, per il tempo necessario a farla completamente essiccare. Utilizzate poi il composto, per preparare il gustoso cocktail.

Andrea Frullini