Basterà la pioggia per lavarci la coscienza?

Siamo alla danza della pioggia, ma basterà?

Non sappiamo se siamo alla prova del nove o al test di controllo ma sappiamo di sicuro che  l’inquinamento sta mettendo in ginocchio le nostre città.

Ma che cosa stiamo respirando?

Nitrati, cloruro di sodio, ammoniaca, carbonio e polveri sottili in gran quantità .

Gli esperti dicono che il grosso delle polveri sottili è dovuto da caldaie e auto, in buona sostanza da consumi domestici e mobilità privata, ma sarà solo quello?

Purtroppo ad onor del vero, c’è da considerare che il tempo di decadimento delle sostanze che respiriamo non è immediato, ma perdura nel tempo. Quindi gli effetti del meteo e i provvedimenti antinquinamento devono essere valutati con i tempi di ritardo opportuno.

Tendenzialmente contestualizziamo i dati del giorno prima, grazie alle medie elaborate dalle centraline di rilevamento, che però si riferiscono al pulviscolo in sospensione da giorni e settimane.

Il particolato atmosferico è un insieme di particelle solide e liquide, con una grande varietà di caratteristiche fisiche e chimiche di conseguenza si presenta non come una specifica entità chimica ma come una miscela di particelle dalle più svariate proprietà inquinanti.

Purtroppo il Pm 10 e il Pm 2,5 sono tra i più pericolosi per le loro dimensioni che ne permettono l’introduzione in profondità nel sistema respiratorio.

E noi che cosa stiamo facciamo per ridurre l’inquinamento dell’aria?

Non possiamo più attendere che si occupi “solo” la politica di questo annoso problema.

Dobbiamo ognuno di noi fare la nostra piccola parte attraverso un’efficace strategia interna di riduzione delle emissioni.

Solo così avremo più credibilità, e siccome la nostra salute è a rischio non possiamo più accontentarci di puntare il dito, solo allora potremo pretendere giustamente che le istituzioni e i governi facciano finalmente la propria parte.

Ritengo che il senso di responsabilità debba essere il richiamo più forte perché il cambiamento sia possibile e radicale, con l’esclusiva finalità di uscire da questo sistema che si sta autodistruggendo.

 

Giacomo Costantino