Altre realtà scolastiche in Italia

In Italia oltre alle scuole tradizionali, pubbliche e private, vi sono altre istituzioni scolastiche con particolari caratteristiche, per esempio nell’ambito della scuola dell’infanzia e primaria vi sono alcune scuole “con differenziazione didattica” che adottano, previa autorizzazione o riconoscimento ministeriale, metodi particolari (scuole con metodo Montessori).

La scelta scolastica permette agli  alunni di iscriversi anche ai convitti o agli educandati, presso i quali, oltre al servizio convittuale, funzionano anche scuole pubbliche.

Nelle grandi città vi sono scuole straniere appositamente costituite per i figli del personale di ambasciata che, tuttavia, sono aperte anche all’iscrizione di studenti italiani. Normalmente queste scuole operano secondo i programmi di insegnamento del paese straniero di riferimento con frequente inclusione dell’insegnamento della lingua italiana. Tra le possibilità di scelta, per esempio nella nostra capitale,  le famiglie possono rivolgersi alla scuola svizzera, quella tedesca, alla scuola americana, al liceo francese Chateaubriand che offre un insegnamento completo dalla scuola dell’infanzia all’ultimo anno del liceo per un totale di oltre 1.400 alunni.

In alcune città  funziona la scuola europea a cui possono iscriversi, nell’ordine, figli dei funzionari delle Istituzioni europee e dei docenti della Scuola Europea associata, figli di personale straniero operante presso aziende che stipulano convenzioni con la Scuola Europea, figli di cittadini italiani o stranieri residenti nel Paese dove opera la scuola.

Vi sono in alcune città italiane scuole ebraiche che, pur essendo costituite per le comunità ebraiche locali, sono normalmente aperte ad altri alunni. Molti alunni di religione ebraica frequentano normalmente le scuole pubbliche o private diffuse sul territorio nazionale, avvalendosi delle particolari condizioni riconosciute dalla legge italiana per il calendario delle festività ebraiche.

Nell’ambito della tutela minoranze linguistiche (albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo) la legge 482/1999 dispone norme specifiche per l’insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole delle comunità linguistiche riconosciute secondo il diritto degli appartenenti a tali minoranze di apprendere la propria lingua materna.

A presto.

 

Cristina Rosso