I vantaggi dell’ebook

Annika Baldini, 26.07.2016

Prima di entrare nel gorgo del self publishing, le polemiche tra chi ama i libri di carta e di chi apprezza gli ebook, sinceramente, mi avevano a malapena scalfita. Basta leggere, no?, mi dicevo. Di carta o elettroniche, sempre parole sono. Evidentemente non è così semplice.

Ma quali sono i vantaggi dell’ebook?

  1. non pesano: si possono mettere centinaia di titoli in un leggero lettore e portarli dove si vuole
  2. se chi non vede bene si è dimenticato gli occhiali, nessun problema: basta aumentare le dimensioni dei caratteri
  3. costano meno dei libri cartacei
  4. sono disponibili immediatamente
  5. sono ecologici: non si utilizza carta per stamparli.

Ma andiamo a scavare più a fondo. Giustamente, i tradizionalisti prediligono i libri di carta per il piacere di recarsi in libreria, contribuire al piccolo commercio (tranne quando si tratta delle grosse catene, ovviamente), e poi l’odore, la consistenza, la possibilità di sfogliare avanti e indietro tenendo il segno con un bel segnalibro, e poter sottolineare, e vedere tutti quei bei titoli allineati sugli scaffali, e impilarli sul comodino…

Davvero, non scherzo: sono tutte cose bellissime.

ebook
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Io, però, grazie agli ebook leggo molto di più: e guardate che lo facevo già anche prima, di leggere tanto. Fin da piccola i miei migliori amici sono sempre stati i libri: essendo una sognatrice e pensando per immagini niente era più evocativo e meraviglioso di un libro. Ma adesso ho scoperto un altro mondo. Facciamo qualche piccolo esempio: mi sono potuta procurare un testo di paleografia del 1800 a due euro, e nel tempo di un clic. Ho trovato documenti originali (anche se trascritti, ovviamente) riguardanti un determinato periodo storico (sul quale stavo facendo ricerche per uno dei miei romanzi) totalmente gratis e in cinque minuti. Approfittando di alcune offerte ho potuto leggere dei bestseller a pochi euro: in libreria li avrei pagati almeno 20 euro. Io 20 euro li sborso solo ed esclusivamente per Jo Nesbo, gli altri o li trovo al massimo a 5 o nisba. Sono la sola a ragionare così? Non credo. Sì, investire in cultura è bello e gratificante, ma chi mi garantisce che il libro che pago due deca li valga davvero? Jo è una garanzia, ma gli altri?

Io leggo tantissimo, leggo ovunque e in qualsiasi momento. E il pensiero di poter scegliere all’istante un titolo tra centinaia sul mio Kindle è una cosa estremamente gratificante. Sono in spiaggia che leggo un romanzo, tre secondi e zac, passo a un saggio. Mi stufo? Clic, mi rileggo il mio ultimo romanzo, per immaginare che effetto possa fare al pubblico. Basta, lo so a memoria! Testo di storia. Interessante! Però ora passo a un altro romanzo. E tutto questo senza nemmeno cambiare posizione sulla sdraio! da notare che l’ho sempre fatto, di leggere due o tre libri in contemporanea, solo che così è più semplice, comodo e rapido. E leggo molto di più, molte più cose, molti più generi. Scopro autori nuovi, che come me possono farsi conoscere dal pubblico pubblicando e vendendo a meno di un euro.

Ecco, a questo proposito: parliamo di editoria tradizionale. Gli ebook l’hanno affossata? E di chi è la colpa? Dell’ebook o di gente che per anni ha pubblicato roba illeggibile facendola pagare fior di soldi e saturando, di fatto, il mercato? Intendiamoci: anche dalle piccole case editrici possono uscire veri e propri capolavori, ma come fanno ad emergere se sono soffocati da una massa di pubblicazioni simili?

Allora, tanto vale pubblicare da sé, e gratis. Tanto, se il libro è buono basta un po’ di marketing fatto bene, e i lettori se ne accorgono. Se non è buono subirà la selezione naturale che è giusto che subisca, scusate la franchezza me è così che la penso. Però nel frattempo il lettore ha risparmiato almeno quattro-cinque euro, lo scrittore molti ma molti di più (chiedetelo a chi ha avuto la sfortuna di incappare in qualche editore a pagamento senza scrupoli che pubblica anche cose illeggibili, basta pagare), e intanto si è fatto le ossa… E il risultato finale è che comunque emergono solo i libri scritti bene e che si leggono volentieri. Le classifiche di Amazon (e di tutti gli altri) non mentono.

Io ho scaffali stracolmi di libri tradizionali, lo ribadisco: li amo e non li cederei per niente al mondo. Ogni titolo evoca un particolare momento della mia vita e spesso li riprendo e li rileggo, solo per il piacere di farlo. Ma trovo assurdo sentir dire, nel terzo millennio “I libri veri sono solo di carta”. Mi ricorda un po’ quando, negli anni ’90, sentivo qualcuno che diceva “Internet non serve a niente” o “Ma perché portarsi dietro un telefono? Siamo sempre sopravvissuti chiamando dalle cabine!”

Via, facciamolo questo sforzo di guardare oltre i limiti che ci siamo autoimposti! Il piacere della lettura rimarrà sempre lo stesso, qualunque sia il supporto, e in più sarà accessibile a molte altre persone.