Ridare vita a Palmira con il pentagramma

di Valentina Danesi

26 Maggio 2016

Da sito archeologico a simbolo di distruzione.

A perfetta e suggestiva location per un concerto. Si tratta di Palmira, riportata alla vita dai russi dopo la terribile barbarie dell’Isis che ha distrutto gran parte delle antichità presenti.

Un inno alla vita e alla cultura tra antiche mura e melodie.

In una Siria ancora dilaniata dalla guerra, ha luogo un piccolo miracolo che ha il sapore della rinascita.

L’orchestra del Teatro Marinskij di San Pietroburgo, diretta dal maestro Gergiev, ha incantato gli spettatori di tutto il mondo con sinfonie di Bach e non solo. Una completa armonia tra storia, cultura e musica che ha ridato al luogo il prestigio di cui godeva prima dell’insediamento dello Stato Islamico.siriaconcertopalmira8

L’intento russo sarebbe quello non solo di ospitare altri concerti, ma soprattutto di riportarla allo splendore di un tempo un sito di enorme valore storico culturale e patrimonio dell’Unesco. Il ritorno in auge di Palmira, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, è un atto di riconoscimento nei confronti di chi ha dato la propria vita per combattere il terrorismo. Un concerto, quindi, per dimostrare che i lamenti della guerra e il rimbombo di kalashnikov non hanno vinto. Non ancora.

Non si deve dimenticare però che in Siria si sta combattendo tutt’oggi. E la resa non sembra poi così vicina. I negoziati aperti finora tra le forze americane e quelle russo-siriane non hanno ancora portato ad un accordo definitivo. E l’o Stato Islamico dilania giorno dopo giorno la popolazione di Aleppo.
Migliaia e migliaia di giovani, famiglie e bambini periscono a causa di ordigni o di pazzi a brandelli che implodono con boati e scariche che stonano con il melodioso vibrare dell’aria di Palmira. Per salvare loro la vita non basta un concerto.